Roma, 4 feb – Alcuni Stati membri dell’Ue lo hanno eliminato, molti puntano a toglierlo entro la prossima primavera (o al massimo entro l’estate) e altri ancora lo hanno reso obbligatorio per pochi luoghi o eventi. La Commissione europea ha invece deciso di prorogarlo fino al giugno 2023. Stiamo ovviamente parlando del certificato verde, altrimenti noto come green pass. L’organo esecutivo e promotore del processo legislativo Ue, ha infatti stabilito di “estendere di un anno” il certificato Covid digitale, esattamente “fino al 30 giugno 2023”. E’ quanto reso noto dal portavoce della Commissione, Christian Wigand, durante un incontro con la stampa.

Green pass fino al giugno 2023: la decisione della Commissione europea

Il green pass “continua ad essere una misura eccezionale” che punta ad agevolare gli spostamenti, puntualizza Wigard, però il Covid continua a circolare in Europa. Quindi a suo avviso “non è possibile determinare ora l’impatto di un possibile aumento dei contagi nella seconda metà dell’anno”. Traduzione lampo: la Commissione europea teme l’ennesima ondata in autunno, dunque mette le mani avanti prorogando il pass. La stessa Commissione, oltre alla proroga del certificato verde, ha poi proposto di “includere test antigenici di laboratorio di alta qualità tra i tipi di test per i quali può essere rilasciato un certificato di test”. Questo “mira ad ampliare la portata dei tipi di test diagnostici in un momento in cui i test Covid-19 sono molto richiesti”.

Precisazioni sul green pass in Europa

Il certificato verde, a livello europeo, entrò in vigore il primo luglio 2021. Allora venne fissata una durata limitata a un anno, con possibilità di proroga. La durata della validità del pass è stata invece stabilita pochi giorni fa a 270 giorni dopo due dosi di vaccino (completamento del primo ciclo vaccinale) e resa al momento illimitata in seguito alla terza dose, in attesa di ulteriori chiarimenti delle autorità sanitarie sull’opportunità o meno della quarta. Ricordiamo che secondo l’Ema “al momento ci sono prove insufficienti da parte dei trial clinici o dal mondo reale a supporto di una raccomandazione sulla popolazione generale” del secondo booster.

Resta il fatto che gli Stati membri posso decidere autonomamente come regolarsi internamente sul green pass, per questo ci sono sostanziali differenze tra una nazione e l’altra, come fatto presente a inizio articolo.
Non è tutto, perché ad ora la data di scadenza del regolamento europeo che ha introdotto temporaneamente il green pass è il 30 giugno 2022. Dettaglio non trascurabile e non sfuggito alla Commissione, che difatti ha invitato il Parlamento europeo e il Consiglio ad adottare rapidamente la proroga prima di quella data.

Eugenio Palazzini

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4 Commenti

  1. I farmacisti e medici che vaccinano commettono un reato grave poichè nei bugiardini(foglietto illustrativo) dei prodotti genici sperimentali è chiaramente scritto in neretto che sono “medicinali” SOGGETTI A PRESCRIZIONE MEDICA!!! Eppure per un antibiotico fanno i fiscali e ti chiedono la prescrizione!!
    Nessuno medico farà una ricetta dato che dovrebbe rispondere dei tanti danni che questi prodotti tossici creano ed al ministero della sanità(il minuscolo è d’obbligo) fanno finta di non sapere della necessità assoluta di una prescrizione.
    Intanto sia farmacisti che medici incassano un tot ad ogni vaccinazione.Purtroppo in Italia è saltato lo stato di diritto e i reati vengono commessi da masse intere di persone dalla miseria incommensurabile senza che intervenga la magistratura, che stà perdendo ogni legittimità
    Nota;
    (da;assis.it; Medicinale soggetto a prescrizione medica…….Questo si ritiene essenziale perché il cosiddetto “vaccino-COVID-19”, è una sostanza autorizzata dalla Commissione Europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 507/2006, in via condizionata e centralizzata con effetto per tutta l’Unione Europea, con rispettiva Decisione di Esecuzione……………….Tale obbligo viene confermato anche dall’AIFA che nella sua determina ha classificato il “vaccino” ComiRNAty come un farmaco che richiede l’esigente prescrizione medica RRL.
    (La sigla RRL sta per Ricetta Ripetibile Limitativa ed è seguita da un numero indicante il centro ospedaliero o lo specialista abilitato a rilasciare la prescrizione.)

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