Milano, 4 feb — Si aprono le porte del carcere per un altro rapper di origini nordafricane, Kappa 24k. Dopo l’arresto di Baby Gang e Neima Ezza, avvenuto il 20 gennaio scorso, sono scattate le manette per Islam Abd el Karim, egiziano e residente in Italia dagli anni ’90. Ancora immigrati che hanno scambiato le periferie delle città del nord per delle banlieu.

Questa mattina la polizia ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti del cantante 32enne con l’accusa di detenzione e porto sulla pubblica via di un’arma comune da sparo ed esplosione in aria di più colpi d’arma da fuoco in luogo pubblico affollato. Contestualmente all’arresto sono scattate alcune perquisizioni in zona San Siro, a Legnano e a Motta Visconti, relative alla ricerca di armi da fuoco e munizioni.

Il rapper egiziano Kappa 24k in manette

Le accuse che pendono sul capo di Kappa 24k sono da ricondurre alla sparatoria, avvenuta l’8 gennaio scorso in piazza Monte Falterona a Milano, che portò al ferimento di un cittadino egiziano di 26 anni e all’arresto del 51enne pregiudicato Carlo Testa. sarebbe stato lui secondo gli inquirenti a fare fuoco. La vittima, che aveva rischiato di morire perché colpito all’arteria femorale, non era in realtà l’obiettivo del Testa: il bersaglio del 51enne doveva essere il rapper egiziano, Abdel Karim Islam in arte Kappa 24k, che si trovava nelle vicinanze dell’immigrato colpito in maniera grave. Per Testa il pubblico ministero Stefano Civardi aveva già disposto il fermo, poi convalidato dal gip.

Un litigio tra fazioni

Da ulteriori indagini condotte dalla polizia della seconda sezione della Squadra Mobile milanese è emerso che quella sera due fazioni rivali si erano scontrate in seguito a una discussione per futili motivi; molto probabilmente «per la ripartizione delle commissioni discografiche destinate ai vari gruppi rap», come si legge nella nota della polizia. Dopo l’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco, i componenti dei due gruppi si erano dileguati. La Polizia Scientifica aveva successivamente rinvenuto a terra 7 bossoli di diverso calibro, riuscendo a risalire alla sparatoria.

Gli screzi erano iniziati nel pomeriggio dell’8 gennaio, con un pestaggio nel quale il rapper Kappa 24k e i suoi sodali avevano avuto la meglio sul gruppo capeggiato dal 51enne Testa, che per questo motivo aveva tentato di vendicarsi del rapper con uno spargimento di sangue. La sparatoria aveva visto il coinvolgimento di Kappa, che aveva risposto esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco con una pistola detenuta illegalmente.

Cristina Gauri

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