
Descritto come “un bambino tra i maestri”, nonostante fosse poco più giovane dei suo colleghi, il celebre poeta Fernando Pessoa lo considerava capace di dominare mentalmente gli altri. La forza della sua eccentricità rappresentava nella realtà la necessità di esteriorizzazione di un genio creatore, destinato a segnare perennemente tutta un’epoca. L’ammirazione che generava nell’autore del famoso testo “Mensagem” precedeva l’amicizia che si era creata tra i due. Il destino era tracciato ed entrambi erano associati nella genesi del nuovo Portogallo agli inizi del Novecento. Tuttavia, Ripercorrendo le origini dell’artista portoghese non comprende totalmente la sua genialità, José de Almada Negreiros nato a S. Tomé e Principe, arcipelago ex colonia portoghese. Si trasferì a Coimbra in tenera età e sviluppò le sue doti artistiche sin da subito, rivelando un particolare talento per il disegno. Ben presto iniziarono le collaborazioni con la stampa, seguite dalle prime esposizioni collettive o individuali, Almada Negreiros, oltre ad essere talentuoso era determinato, sapeva esattamente qual era il cammino da seguire. La sua personalità seducente e la capacità lavorativa risultavano nella comunione intellettuale con altre personalità dell’epoca come il già citato Fernando Pessoa, il pittore Amadeo de Souza Cardoso, Santa-Rita Pintor, Raul Leal, José Pacheko e con Antonio Ferro, scrittore, giornalista e responsabile della propaganda dell’Estado Novo di Salazar. Poliedrico nelle natura delle sue creazioni, Almada Negreiros si cimentò nel disegno, la pittura, la danza, recitazione, mettendosi in evidenza anche come polemista, scrittore, oratore poeta e pensatore. La sua presenza era nota a larga parte delle principali pubblicazioni periodiche della prima metà dello scorso secolo, diresse il settimanale monarchico “Papagaio Real”, e partecipò in riviste culturali importanti come “Orpheu”, “Contemporânea” e “Presença”. Almada Negreiros ispirato da Filippo Tommaso Marinetti s’immerse nel futurismo, oltre alla vasta produzione di quadri, nel 1917, partecipò all’unico numero della rivista“Portugal Futurista”, pubblicò il “K4, O Quadrado Azul” e organizzò la conferenza “Ultimatum Futurista às Gerações Portuguesas do Século XX”.

Guido Bruno e José Almeida