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Lisbona, 17 feb. – Dopo venticinque anni dall’ultima esposizione, Lisbona mette in mostra le opere del modernista José de Almada Negreiros. L‘esposizione temporanea con oltre 400 opere del poliedrico artista portoghese, intitolata “José de Almada Negreiros: un modo per essere moderno”. É stata inaugurata il 3 febbraio nella capitale lusitana, presso la Fundação Calouste Gulbenkian, e potrà essere visitata fino al prossimo 5 giugno. Negreiros è il volto del modernismo che con la sua personalità geniale, polemica e controversa segnò l’arte portoghese nel XX secolo.



Descritto come “un bambino tra i maestri”, nonostante fosse poco più giovane dei suo colleghi, il celebre poeta Fernando Pessoa lo considerava capace di dominare mentalmente gli altri. La forza della sua eccentricità rappresentava nella realtà la necessità di esteriorizzazione di un genio creatore, destinato a segnare perennemente tutta un’epoca. L’ammirazione che generava nell’autore del famoso testo “Mensagem” precedeva l’amicizia che si era creata tra i due. Il destino era tracciato ed entrambi erano associati nella genesi del nuovo Portogallo agli inizi del Novecento. Tuttavia, Ripercorrendo le origini dell’artista portoghese non comprende totalmente la sua genialità, José de Almada Negreiros nato a S. Tomé e Principe, arcipelago ex colonia portoghese. Si trasferì a Coimbra in tenera età e sviluppò le sue doti artistiche sin da subito, rivelando un particolare talento per il disegno. Ben presto iniziarono le collaborazioni con la stampa, seguite dalle prime esposizioni collettive o individuali, Almada Negreiros, oltre ad essere talentuoso era determinato, sapeva esattamente qual era il cammino da seguire. La sua personalità seducente e la capacità lavorativa risultavano nella comunione intellettuale con altre personalità dell’epoca come il già citato Fernando Pessoa, il pittore Amadeo de Souza Cardoso, Santa-Rita Pintor, Raul Leal, José Pacheko e con Antonio Ferro, scrittore, giornalista e responsabile della propaganda dell’Estado Novo di Salazar. Poliedrico nelle natura delle sue creazioni, Almada Negreiros si cimentò nel disegno, la pittura, la danza, recitazione, mettendosi in evidenza anche come polemista, scrittore, oratore poeta e pensatore. La sua presenza era nota a larga parte delle principali pubblicazioni periodiche della prima metà dello scorso secolo, diresse il settimanale monarchico “Papagaio Real”, e partecipò in riviste culturali importanti come “Orpheu”, “Contemporânea” e “Presença”. Almada Negreiros ispirato da Filippo Tommaso Marinetti s’immerse nel futurismo, oltre alla vasta produzione di quadri, nel 1917, partecipò all’unico numero della rivista“Portugal Futurista”, pubblicò il “K4, O Quadrado Azul” e organizzò la conferenza “Ultimatum Futurista às Gerações Portuguesas do Século XX”.

Senza rinunciare mai alle sue convinzioni politiche, si è sempre considerato un patriota, estraneo alle seduzioni della decadenza delle idee e alle promesse democratiche, ha continuato a sviluppare varie opere per l’Estado Novo di Salazar. Attraverso le accese polemiche che lui stesso alimentava, Almada Negreiros finì per diventare un celebre combattente culturale. Cercò sempre di agitare le coscienze intorpidite che, secondo il suo punto di vista, contribuivano alla decadenza della patria e del suo popolo, allo stesso tempo non astenne mai dal partecipare a scontri estetici e ideologico-culturali. Tra le sue più conosciute polemiche bisogna ricordare quella che alimentò contro lo scrittore Julio Dantas, culminata con la pubblicazione, nel 1916 della famosa satira, meglio conosciuta come il “Manifesto Anti-Dantas”. Avendo come obiettivo principale il medico e scrittore, questo testo duro, integrato nell’estetica futurista, è servito ugualmente per raggiungere altri gruppi culturali contemporanei dei modernisti, scioccando il pubblico e la critica, poco abituati a vedere i gusti “istituzionalizzati” essere messi in discussione. Nelle origini di questi attacchi c’era la supposta infermità mentale diagnosticata, nel 1915 da Julio Dantas, al gruppo della rivista “Orpheu”, di cui faceva parte anche il poeta Fernando Pessoa. Dantas definì “poeti paranoici” gli animatori della rivista “Orpheu”, in una critica pubblicata da“Ilustração Nacional”. Almada nella sua risposta fu spietatamente devastante nei confronti del critico, come d’altronde era nel suo stile. Le sue rappresentazioni, conferenze ed esposizioni furono eventi avvolti da polemiche e critiche, capaci di scatenare odio e passioni esacerbate, il tutto ricevendo acclamazioni dal pubblico e la critica. La propria scoperta dei “Painéis de S.Vicente”, opera profondamente studiata da Almada Negreiros, fu motivo di violente discussioni che, molte volte, terminarono con autentiche scene di pugilato. Nonostante tutte le resistenze alla forza di avanguardia imposta dalla sua opera, Almada Negreiros è meritatamente riconosciuto e salutato dai portoghesi. Lui e la sua generazione riuscirono a riconciliare la società portoghese con il suo passato, rivitalizzando la sua tradizione e presentando proposte per il futuro. Almada Negreiros ha lasciato un segno indelebile nella storia del Portogallo e d’Europa.

Guido Bruno e José Almeida

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