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obama-535x300Roma, 11 mag – Dopo la storica visita (senza scuse) del Segretario di Stato John Kerry a Hiroshima, in occasione del G7 dei ministri degli Esteri, ora anche Barack Obama farà la sua comparsata sul memoriale in onore delle 140mila persone uccise dalla bomba atomica americana del 6 agosto 1945. Sarà il primo presidente Usa a compiere questo gesto ma, anche stavolta, sarà inutile aspettarsi delle prese di distanza da quell’atto terroristico. La visita, in programma il prossimo 27 maggio durante il viaggio in Asia in occasione del vertice G7 in Giappone.

La Casa Bianca ha annunciato che il leader statunitense “si recherà a Hiroshima insieme al primo ministro giapponese Shinzo Abe, per sottolineare l’impegno a perseguire la pace e la sicurezza del mondo senza armi nucleari”. Obama, però, come confermato dal consigliere alla sicurezza nazionale Ben Rhodes, “non rimetterà in discussione la decisione degli Stati Uniti di sganciare la bomba atomica durante la Seconda Guerra Mondiale”. Piuttosto, “offrirà una visione lungimirante e concentrata sul futuro comune”. Non siamo appassionati di una politica internazionale condotta a suon di scuse, ma senza una riflessione critica sulla natura di quell’azione non è ben chiaro cosa vada a fare Obama al memoriale di Hiroshima: è difficile commemorare dei morti che si ritiene sia stato giusto uccidere, soprattutto quando l’assassino sei tu.

Ma ancor più bizzarro suona l’impegno antinuclearista del presidente americano. E chi dovrebbe pensarci, di grazia, se non la nazione che ha più testate nucleari al mondo? Obama vuole un mondo senza bombe atomiche? Nulla di più facile, cominciasse dalle sue. Gli Usa, oggi, hanno 7.260 bombe atomiche. Si avvicina a tale numero solo la Russia, con 7.500 ordigni. Le altre potenze nucleari sono staccate di molto (la terza classificata è la Francia con “sole” 300 bombe). Non si capisce bene, quindi, chi debba iniziare il disarmo se non Washington.

Giorgio Nigra

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