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duPraia a Mare, 11 mag – Siamo a 8,7 km dal traguardo di Praia a Mare, affacciato sugli strapiombi dell’Isola di Dino, quando le ruote dei corridori incontrano le asperità dello strappo di via del Fortino. Un’ascesa di 1,8 km con punte al 18%. L’asfalto pizzica le gambe ai ciclisti, mentre nel gruppo in testa alla corsa Valerio Conti (Lampre-Merida) scandisce il ritmo mettendo tutti in riga. Quando l’atleta laziale esaurisce la sua vena, il pallino della corsa passa tra le mani di Diego Ulissi, capitano della Lampre. Il livornese, favorito di giornata, decide di impostare la modalità frullatore e sospinge i polpacci fino a staccare la compagnia dei battistrada. Scollina in testa mentendo alta la cadenza di pedalata anche in discesa, uno stradone larghissimo in cui il gruppo riesce a rosicchiargli parecchi secondi, sfruttando il vento laterale. Il toscano ha fame e condizione dalla sua riuscendo a mantenere un buon vantaggio sugli inseguitori e taglia il traguardo consegnando al suo palmares la quinta vittoria in carriera sulle strade del Giro d’Italia. Il gruppo dei migliori viene regolato da Tom Dumoulin (Giant) su Steven Kruijswijk (Lotto NL-Jumbo) che chiudono a 5″ dal vincitore di tappa. Vincenzo Nibali (Astana) e i favori per la vittoria finale giungono a 6″ da Ulissi.
Il corridore di Cecina vince una tappa dal sapore di classica – qualcuno ha azzardato un paragone tra Praia a Mare e il Cauberg, salita regina dell’Amstel Gold Race – staccando tutti e mettendo sul piatto le belle parole e le aspettative che fin dagli allievi aveva attirato attorno al suo nome. Intanto Dumoulin torna maglia rosa, grazie ad una tattica di corsa molta accorta e sempre in prima linea. Si rivede anche l’alfiere della Nippo-Fantini, Damiano Cunego, che grazie ai piazzamenti nei Gran Premi della Montagna di giornata si veste con la maglia blu di miglior scalatore della rassegna rosea.
Dopo la prima tappa in terra italiana il Giro d’Italia risale la penisola, questa mattina partenza a Praia a Mare con arrivo a Benevento, dopo 233 km tortuosi ed ondulati con un GPM a Fortino. Il finale risulta molto veloce, tranne l’ultimo chilometro che tende leggermente verso il cielo, con tutti gli occhi puntanti sugli sprinter, in particolar modo a Marcel Kittel (Etixx-Quick Step) che vanta già due vittorie nelle prime quattro tappe.
ARRIVO:
1. Diego ULISSI (Lampre-Merida) 200 km in 4.46’51”, media 41,834 km/h; 2. Dumoulin (Ola) a 5”; 3. Kruijswijk (Ola); 4. Valverde (Spa) a 6”; 5. Brambilla; 6. Nibali; 7. Zakarin (Rus); 8. Busato; 9. Chaves (Col); 10. Roche (Irl); 11. Firsanov (Rus); 12. Majka (Pol); 13. Preidler (Aut); 14. Pozzovivo; 15. Siutsou (Bie); 16. Uran (Col); 17. Taaramae (Est); 18. Kochetkov (Rus); 19: Fuglsang (Dan); 20. Landa (Spa); 30. Amador (C. Rica) a 43”.
CLASSIFICA GENERALE:
1. Tom DUMOULIN (Ola – Giant); 2. Jungels (Lus) a 20”; 3. Ulissi; 4. Kruijswijk (Ola) a 24”; 5. Preidler (Aut); 6. Nibali a 26”; 7. Valverde (Spa) a 31”; 8. Fuglsang (Dan) a 35”; 9. Roche (Irl) a 37”; 10. Chaves (Col); 11. Zakarin (Rus) a 39”; 12. Uran (Col) a 40”; 13. Majka (Pol) a 45”; 16. Landa (Spa) a 47”; 18. Amador (C. Rica) a 50”; 22. Formolo a 57”.
Lorenzo Cafarchio
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