Rio de Janeiro, 17 dic – Le invasioni di campo da parte di ex campioni dello sport nel mondo della politica non sono ormai una novità e, eccetto rari casi, non destano più grande scalpore, a meno che lo sportivo in questione non si candidi per un partito definito di estrema destra. È il caso dell’ex campione del mondo brasiliano Ronaldinho che da diverse settimane viene accreditato come futuro candidato senatore nello stato di Minas Gerais in Brasile. La sua candidatura dovrebbe avvenire nelle fila del partito di destra PEN, già in procinto di cambiare nome in Patriota, che supporterà alle elezioni presidenziali il candidato Jair Bolsonaro, paragonato spesso a Donald Trump per le sue posizioni politicamente scorrette contro l’immigrazione clandestina, i matrimoni omosessuali, la legalizzazione di droghe e l’aborto.

bolsonaro ronaldinhoLa notizia, lanciata su Twitter dal giornalista di O Globo Lauro Jardim, è rimbalzata subito sui media francesi che hanno gridato subito allo scandalo. Tra i principali giornali transalpini preoccupati dalla pericolosa candidatura con l’estrema destra dell’ex pallone d’oro possiamo citare Le Figaro, L’Equipe, Huffington Post e Le Parisien che definisce Bolsonaro come “una personalità molto controversa” oltre a etichettarlo in quanto “omofobo” e “razzista”.


Intanto i diretti interessati ribadiscono che ancora non c’è un accordo tra le parti, il PEN tramite una nota pubblicata sul suo sito ribadisce che “questa decisione può essere presa solo durante il congresso del partito e nei tempi stabiliti dalla giustizia elettorale”. A conferma dei contatti tra il partito e il campione ex Milan e Barcellona ci pensa il fratello procuratore Roberto Assis con una dichiarazione al giornale brasiliano Hoje em Dia “quello che c’è stato è solo un’apertura, ma Ronaldinho ancora non è candidato, lui ha ancora tanti impegni in agenda per il 2018”.

Guido Bruno

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