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Roma, 16 dic – La provincia argentina di Neuquén in Patagonia è conosciuta per i suoi laghi, i suoi vulcani, le piste da sci e i campi petroliferi. Solo di recente il suo paesaggio è stato modificato per la significativa presenza di una antenna di 450 tonnellate, alta 48 metri e larga 35, gestita dall’esercito cinese. L’enorme antenna è stata costruita su 200 ettari di terreno che il governo argentino ha ceduto alla Cina per 50 anni. I negoziati hanno portato a un accordo, con clausole segrete, firmate nel 2014 tra i governi dell’ex presidente argentino Cristina Fernández de Kirchner e il presidente cinese Xi Jinping, accordo che è stato ratificato nel 2015.
Nonostante la stazione satellitare abbia – almeno sulla carta – scopi scientifici nell’ambito del programma di esplorazione sulla Luna e su Marte, non pochi analisti della sicurezza argentina hanno sollevato numerosi dubbi sul fatto che potrebbe avere anche scopi di natura militare. Al di là dei sospetti legittimi o meno, è indubbio che con questa installazione la Cina, nel contesto della guerra economica mondiale, intenda incrementare il suo sistema di navigazione satellitare Compass in alternativa a quello americano, russo ed europeo.
D’altra parte il sistema satellitare costituisce solo un tassello di una crescente influenza in America Latina. Infatti nel 2015, il presidente cinese ha promesso di investire 250 miliardi di dollari nella regione entro il 2025. Durante un incontro a Pechino con i leader della Comunità degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi , Xi Jinping ha stimato che lo scambio commerciale tra Cina e membri della CELAC – la comunità degli stati dell’America – Latina raggiungerà i 500 miliardi nel prossimo decennio. Anche le esercitazioni militari congiunte a Rio de Janeiro con la marina brasiliana nel 2013 testimoniano la postura offensiva cinese volta a contenere e a contrastare quella americana.
Giuseppe Gagliano



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