crac-dei-cavalieri1Damasco, 21 mar – Un’impresa che evoca epiche battaglie e ha il sapore di una nueva Reconquista. Non perché forze cristiane abbiano sbaragliato forze islamiche, ma perché un simbolo della storia mediterranea è stato sottratto dalla mano di chi fa scempio dei simboli e delle identità. Le forze governative di Assad hanno espugnato ieri il mitico Krak dei Cavalieri, la fortezza che rappresenta il castello medievale per eccellenza dell’età crociata, costruito dall’Ordine militare dei Cavalieri dell’Ospedale di S. Giovanni di Gerusalemme, altrimenti noto come Sovrano Militare Ordine di Malta. A metà strada tra Damasco e Aleppo era ed è una posizione strategica che controlla il “Passo di Homs”, unico varco possibile che si estende su un’area di circa 3 km e conduce alla costa del Mar Mediterraneo, permettendo di raggiungere agevolmente la città portuale di Tartus. Da qui passavano armi ed erano arroccati da tempo miliziani antigovernativi.

Il castello ha però anche un alto valore simbolico che conserva il suo emblema più importante nel Portico gotico o Loggia, con iscrizioni in francese e in latino sopra l’arco, il quale dava accesso alla sala capitolare dei monaci. Dietro a questa sala vi è un salone largo 10 metri, che, appoggiandosi alle mura esterne, si estende per 120 metri e conduce fino alla Cappella, lunga 21,50 metri e larga 8,50, con tre campate con volta a botte. Dopo la definitiva conquista araba, la cappella fu trasformata in moschea con tre mihrab ed un minbar.

Ad annunciare la presa della fortezza è stata la televisione di stato di Damasco, che ha diffuso le immagini dei soldati dell’esercito di Assad intenti ad espugnare il castello e innalzare la bandiera siriana: “L’esercito siriano ha issato la bandiera sul Krak dei Cavalieri, in provincia di Homs, dopo aver stroncato i ribelli che si nascondevano al suo interno”, ha dichiarato il governo siriano in una nota. “Durante le operazioni nella regione di al Hosn, uomini armati che tentavano la fuga verso il territorio libanese sono caduti in un’imboscata tesa dall’esercito: undici di loro sono stati uccisi”, ha poi riferito la stessa fonte.

Eugenio Palazzini

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