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La cremazione dei defunti è un processo che si sta diffondendo sempre di più, segno evidente del fatto che sempre più persone la reputano una modalità ottimale per gestire le spoglie dei propri cari.



Una pratica in forte crescita in Italia

Nella storia italiana più recente, con i tantissimi defunti dovuti all’emergenza sanitaria, le cremazioni si sono praticate con grande frequenza, e al di là di questo vi sono molteplici dati che testimoniano come tali iter fossero in crescita anche prima del dramma legato al Covid-19.

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Sono davvero tante le persone che si chiedono che cosa sia necessario, dal punto di vista burocratico, per poter effettuare una cremazione, cerchiamo dunque di fornire una risposta precisa, anche in considerazione del fatto che ci sono state, in tale ambito, delle importanti novità nel corso degli ultimi tempi.

Dichiarazione di volontà: oggi va bene anche il semplice testamento olografo

Di base, affinché una cremazione possa essere eseguita è necessario che la persona defunta abbia effettuato, quando era invita, una dichiarazione in cui esprimeva questa sua volontà.

Questo processo, tuttavia, negli ultimi tempi è divenuto molto più snello e soprattutto meno oneroso: se in passato, infatti, la legge rendeva obbligatoria una dichiarazione di esplicita volontà da rilasciarsi al cospetto di un notaio, o in alternativa in concomitanza con l’iscrizione a specifiche società, oggi è più che sufficiente una dichiarazione di natura testamentaria.

Il desiderio di essere sottoposto a cremazione a seguito della morte, dunque, deve essere scritto nel classico testamento olografo, ovvero quello che la persona deve necessariamente scrivere di suo pugno.

Questa, tuttavia, non è l’unica novità che ha recentemente riguardato il mondo della cremazione: nel caso in cui il decuius non abbia espresso in modo formale, quando era in vita, questa sua volontà, la medesima può essere dichiarata anche dai suoi cari tramite degli appositi iter.

L’interessante novità del “contratto in vita”

Particolarmente interessante è inoltre la formula cosiddetta del “contratto in vita”, un’opzione messa a disposizione da alcune società specializzate in cremazioni come cremazioniparisi.it, la quale garantisce molteplici vantaggi.

Il contratto in vita prevede che una persona possa non solo dichiarare in modo formale la propria volontà di essere sottoposta a cremazione dopo la sua morte, ma può perfino accordarsi personalmente con la società che eseguirà il processo, provvedendo in modo autonomo al pagamento del servizio.

Questo contratto, tuttavia, è particolarmente vantaggioso e coinvolge anche delle società assicurative: il servizio viene pagato in modalità rateali molto comode, in modo che il peso sulle finanze personali sia pressoché trascurabile, e nella spiacevole ipotesi per cui il decesso dovesse avvenire prima della conclusione del pagamento, le somme rimanenti sarebbero comunque riconosciute dall’agenzia assicurativa coinvolta.

Al di là della praticità e della convenienza di questa formula, il contratto in vita è molto apprezzato in quanto considerato un gesto ammirevole nei confronti dei propri cari, in quanto li esonera dal compimento di qualsiasi spesa.

Le modalità per eseguire delle cremazioni, dunque, sono diverse e piuttosto agevoli, e con ogni probabilità anche questo sta contribuendo alla grande diffusione di questa pratica, in Italia e non solo.

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