Roma, 12 dicembre — Colpo di scena: la Corte d’Appello di Roma ha accolto l’impugnazione presentata da CasaPound Italia contro la sentenza del Tribunale di Roma che, nel dicembre 2022, aveva ritenuto legittima la disattivazione della pagina Facebook dell’associazione. Con questa decisione, la Corte ha disposto la riattivazione della pagina ufficiale di CasaPound Italia sul social network.
Le motivazioni del ribaltamento
Nel motivare il provvedimento, la Corte d’Appello ha escluso che CasaPound Italia abbia violato le condizioni di utilizzo della piattaforma o diffuso, attraverso la propria pagina, contenuti di carattere xenofobo o razzista. La decisione riconosce dunque l’assenza di presupposti per la censura operata da Facebook e riafferma l’applicazione delle norme contrattuali in conformità ai principi costituzionali. Uno schiaffo digitale al social di Mark Zuckerberg che aveva oscurato le pagine social di CasaPound sin dal 2019, insieme a quelle di altri movimenti radicali. La riattivazione dei social del movimento della tartaruga frecciata è l’ennesima conferma dell’arbitrarietà delle decisioni di Meta e delle varie piattaforme social nel chiudere gli spazi di chi porta avanti progetti politici e argomentazioni scomode.
Le reazioni
Pronto il commento di CasaPound, che ha esultato per il ribaltamento di questa ingiusta decisione del Tribunale di Roma. «Si tratta di una decisione importante, che riconosce la legittimità dell’azione politica di CasaPound Italia e riafferma il primato della Costituzione anche nei rapporti tra cittadini, associazioni e grandi piattaforme digitali», ha dichiarato Gianluca Iannone, presidente e fondatore di CasaPound Italia.
Un punto di svolta
La chiusura delle pagine social di CPI aveva fatto nascere una discussione sul ruolo che le piattaforme social svolgono nel dibattito pubblico. L’utilizzo di queste piattaforme è oggi vitale nella diffusione delle proprie proposte politiche. Se le aziende che gestiscono queste piattaforme si comportano da editori, più che da casse di risonanza per tutte le posizioni, allora è chiaro che queste si sarebbero schierate, più che dare la possibilità di esprimersi a tutti i partiti, movimenti e associazioni. Si tratta di un’importante punto di svolta per la legittimità della comunicazione politica e di libertà di espressione, una battaglia – quella del movimento per riattivare la propria pagina Facebook – che andava avanti da circa 6 anni. Questa sentenza rappresenta una speranza per la libertà di espressione, che per quanto possa essere limitata dalle regole delle varie piattaforme, deve comunque sussistere per l’attività di soggetti politici.
Nel corso dei diversi gradi di giudizio, CasaPound Italia è stata difesa dagli avvocati Augusto Sinagra, Guido Colaiacovo e Maria Romilda Ratiglia. CasaPound Italia accoglie con soddisfazione questa pronuncia, che rappresenta un precedente rilevante in materia di libertà di espressione e di corretto rapporto tra piattaforme private e soggetti politici.