Roma, 31 ago – Torna il sereno, dopo la maretta di ieri, il clima sulle sorti del governo giallofucsia. La giornata di oggi, iniziata con il premier in pectore a colloquio da Mattarella, si è conclusa nel pomeriggio con l’ennesimo faccia a faccia Pd-M5S. Un incontro, sia pur non risolutivo, nel corso del quale si sarebbero comunque fatti progressi sull’accordo tra le due forze.

Accordo di governo, Delrio: “Passi avanti”

Con mezz’ora di ritardo rispetto alla taballa di marcia, il vertice a Palazzo Chigi è iniziato alle 12 e 30 passate. Quasi tre ore di fitte discussioni alla presenza, oltre a Conte, dei capigruppo dem e pentastellati sia di camera che del senato: Delrio e Marcucci per i primi, D’Uva e Patuanelli per i secondi.


Stando a quanto riferito dall’ex ministro delle infrastrutture, sarebbero stati fatti numerosi “passi avanti” sul tema del programma di governo, anche se Marcucci attende ancora “un chiarimento sul fronte politico”. Giudizi condivisi anche dai rappresentanti grillini: “Abbiamo parlato di programmi e del documento che abbiamo già condiviso per vedere se si può andare incontro alle istanze di tutte le forze politiche interessate. Si sta lavorando per andare avanti. I tempi? Il prima possibile”, ha spiegato D’Uva. “Oggi abbiamo continuato la ricognizione sui temi, vedremo nelle prossime ore, la ricognizione è andata bene. Stiamo lavorando“, gli ha fatto eco il collega Patuanelli.

I mal di pancia a Cinque Stelle

Nonostante l’apparente distensione fra le parti, non si placa la fronda interna ai pentastellati. Non è un mistero che il governo Conte-bis con l’appoggio del Pd proprio non vada giù a molti dei parlamentari eletti tra le fila del M5S.

A guidare le danze dei “ribelli” si candida l’ex conduttore tv Gianluigi Paragone, che anche oggi ha lanciato bordate contro l’ipotesi giallofucsia: “A furia di pensare al male minore questo Paese si è fatto solo male assoluto: i poveri sono raddoppiati, le pmi sono state fregate da norme assurde filo banche (pignoramento capannoni e case per ultime rate non pagate, per esempio), i risparmiatori traditi e tanto altro”, ha spiegato, aggiungendo che “per realizzare il male minore, l’Europa ha fatto felici multinazionali, ceo e top manager: mai come in questi anni di neoliberismo (Sempre sostenuto in Italia dal Pd)”.

Nicola Mattei

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