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Roma, 13 feb – Elly Schlein ha fatto “outing” sulla sua bisessualità da Daria Bignardi e gli stessi che sono corsi a festeggiare per questa notizia sono coloro che oggi dicono che “ha solo risposto ad una domanda”. Ma le domande non si fanno a caso, specialmente quelle sulla sessualità; e non si risponde a caso. Fare “coming out” ha un preciso valore culturale e politico per questo se un omosessuale vuole mantenere il giusto riserbo sulla sua vita privata, “sgarra” alle regole dell’agenda Lgbt e viene a sua volta discriminato e ferocemente criticato.

Il caso di Mahmood contro il Gay Center

In casa abbiamo diversi esempi. Il vincitore dello scorso Sanremo Mahmood, ad esempio: lo scorso maggio il portavoce del Gay center Fabrizio Marrazzo non apprezzò alcune dichiarazioni di Mahmood: tutte riguardavano l’opportunità (o meno) per gli omosessuali di fare coming out, ovvero di dichiarare pubblicamente le proprie tendenze sessuali. Mahmood ha reso ben chiaro che sbandierare la propria sessualità come sinonimo di identità crea delle etichette sbagliate e amplifica le divisioni tra gay e eterosessuali. Ma invece di lasciare a Mahmood le sue opinioni su ciò che è, al di là di tutto, anche una questione riguardante la sua vita privata, sente di doversi pronunciare: “Purtroppo Mahmood durante la conferenza stampa dell’Eurovision ha perso un’occasione per stare zitto. La sua critica al coming out delle persone lesbiche e gay era del tutto fuori luogo, con un Eurofestival condotto da un presentatore gay dichiarato e con molti cantanti gay dichiarati. Fare coming out, non significa dividere o mettersi un’etichetta, come dice il cantante, ma semplicemente vivere con serenità il proprio orientamento sessuale, nascondersi significa limitarsi nella propria libertà e nei propri diritti”.

Gianna Nannini: “Gay? Preferisco frocio”

E come non parlare poi di Gianna Nannini; milioni di dischi venduti, una delle più importanti cantanti italiane degli ultimi trent’anni ma, secondo la comunità gay, deve sentire la necessità di fare coming out. “Ami gli uomini? Ami le donne? Sempre le stesse domande, davanti alle quali uno vorrebbe dire soltanto: “Ma te li fai i cazzi tuoi?”” dichiarò l’anno scorso la Nannini a Vanity Fair. “Eppure sarebbe semplice: a me le divisioni, a partire da quelle di genere, non mi hanno mai interessato granché. Ho sempre amato uomini e donne,  soprattutto non ho mai avuto freni nel sentire e seguire quello che volevo. Le ho sempre rifiutate, le definizioni. Al termine “coming out”, che ghettizza, ho sempre preferito la parola libertà. Alla parola gay, che ti pretenderebbe felice e ormai non usano più neanche in America quando indicono un pride, preferisco frocio. Chi è libero nel linguaggio è libero dentro”. Ma naturalmente non per alcuni siti a vocazione Lgbt come Gay.it che, invece (sebbene la Nannini viva tranquillamente da anni la sua relazione con una donna e ha avuto anche una figlia) hanno criticato aspramente queste parole della cantautrice senese.

Tiziano Ferro gay ma non “abbastanza”

Quando Tiziano Ferro si dichiarò omosessuale, molti gridarono di giubilo. Altri, come Zarantonello di Rolling Stone, si dichiararono delusi: “L’Italia è piena di ragazze e ragazzi che vivono il proprio amore omo con vergogna e sensi di colpa, repressi da una società di repressi. Con una voglia crescente e incontrollabile di urlare a tutti la loro natura. E allora perché tu, che hai milioni di euro, non trovi il coraggio di fregartene della maggioranza e vomitare in testa a Giovanardi dichiarando a tutti cosa ami? Un personaggio di successo che parla liberamente delle proprie preferenze sentimentali, tanto più se palesi a tutti, e un carburante potentissimo per dare forza a chi e stato costretto a vivere dietro un paravento”. Insomma, nemmeno il coming out “salva” agli occhi della comunità Lgbt e progressista; bisogna anche cantare gay.

Il privato è politico

A noi etero, parliamoci chiaro, non frega nulla della vita privata e sentimentale di cantanti come Mahmood, Gianna Nannini o Tiziano Ferro. In questo Paese cattolico e bacchettone, si sono sempre esibiti artisti come Renato Zero, Ivan Cattaneo, Amanda Lear – omosessuali o no, dichiarati o meno ma di certo intriganti perché ambigui. Ma dirsi omosessuali per una politica come Elly Schlein è dichiarare di appartenere a una precisa comunità dei quali si presuppone farà gli interessi. Se veramente una ragazza in gamba come la Schlein avesse voluto mantenere il riserbo sulla sua vita privata, lo avrebbe fatto. Ma facendolo ha lanciato un messaggio ben preciso; quindi non è tanto la dichiarazione della sua bisessualità che deve farci riflettere quanto il messaggio che ha voluto mandare a noi sì, ma anche a chi soprattutto è come lei. Parole come quella della Schlein sono dichiarazioni a orologeria, come quelle di Achille Lauro a Sanremo. Non vogliono “scioccarvi”; stanno esibendo un passepartout che gli aprirà molte, molte porte. E senza questa chiave, gay o meno, come vedete vengono chiuse molte porte.

Ilaria Paoletti

2 Commenti

  1. Profilo orrendo. Naso aquilino, mento sfuggente… Brutta. Belle nuove generazioni: dall’aspetto che pè specchio di quel che pensano.

  2. E pensare che gay e lesbiche a livello mondiale sono meno del 2% della popolazione.Eppure sembra che i sodomiti siano la maggioranza sui media al servizio dei banchieri stranieri occulti.Usurai che producono a costo zero il denaro in forma privata e che vogliono demolire le identità nazionali, religiose, familiari e sessuali per giungere al dominio totale di una massa di individui confusi e senza identità

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