Roma, 26 nov – Viene meno pure il soccorso rosso, la sinistra progressista sta progressivamente scaricando Aboubakar Soumahoro. Poca solidarietà, molti silenzi, qualche frecciata e soprattutto tanta guerra interna. Prova ne sia la lettera di una decina di dirigenti di Sinistra Italiana, proprio il partito che ha candidato Soumahoro alle scorse elezioni politiche. Dito puntato contro il segretario Nicola Fratoianni, che non viene menzionato esplicitamente ma a ben leggere è tra i destinatari della missiva. Quest’ultima è infatti indirizzata “chi ha scelto” di candidare l’ex sindacalista dei braccianti immigrati “di assumere su di sé per intero la responsabilità politica di ciò che era prevedibile che accadesse ed è accaduto, convocando una apposita riunione dell’Assemblea nazionale”.

Soumahoro, l’accusa di dieci dirigenti di SI: “Fratoianni sapeva tutto”

I firmatari – come riportato da Il Fatto Quotidiano – accusano la segreteria di Si di essere stata “perfettamente a conoscenza, da molto tempo prima della candidatura“, di fatti controversi che coinvolgevano Soumahoro. E sostengono di aver avvertito Fratoianni non appena cominciarono a correre “voci sulla possibile candidatura di una persona così discussa sui territori dove ha operato”. Ma il leader “mostrò completa indifferenza alle notizie riferitegli”. I firmatari della lettera sono: Edoardo Biancardi, Stefano Ciccone, Elena Fattori, Sandro Fucito, Claudio Grassi, Alessia Petraglia, Serena Pillozzi, Antonio Placido, Silvia Prodi, Roberto Sconciaforni.

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La segretaria di Sinistra Italiana nega tutto

Un duro j’accuse ai vertici del partito che hanno replicato negando di essere a conoscenza del caso cooperative su cui indaga la procura di Latina. “La segreteria nazionale di Sinistra Italiana non era a conoscenza di notizie che configurassero condotte illecite o di indubbia gravità a carico delle cooperative riconducibili ai familiari di Aboubakar Soumahoro prima della sua candidatura. Chi lo afferma mente e cerca di strumentalizzare a fini politici un caso che sta amareggiando ogni cittadino di sinistra, noi per primi. Per questo respingiamo categoricamente ogni strumentale illazione: lo sciacallaggio a posteriori è sempre un brutto spettacolo, e noi non abbiamo intenzione di partecipare. Chi sostiene di aver sempre saputo dovrebbe chiedere a se stesso come mai non ha informato i cittadini o la magistratura prima delle elezioni” .

Fratoianni: “Ombre su Soumahoro, ma non sapevo nulla”

“Nessuno mi aveva mai parlato di ipotesi di reato, di sfruttamento o lavoro nero. Quella di Aboubakar era una candidatura che aveva la forza di consolidare alcune tematiche che per noi sono centrali”, ha dichiarato Nicola Fratoianni dopo le accusse dei suddetti esponenti di Sinistra Italia. “Ci sono ombre che deve chiarire, ma dipende da lui“, ha precisato.

Alessandro Della Guglia

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4 Commenti

  1. Se Fratoianni non sapeva niente, non è la persona adatta per dirigere un partito. Un dirigente deve sapere tutto di tutti per non fare figure da cioccolataio. Ora, o si dichiara cioccolataio oppure ammette che sapeva tutto ma era assalito dalla voglia di mettere un negro al parlamento così ha deciso che valeva la pena di fregare gli Italiani pur di soddisfare la sua voglia. E il PD che si alleato con lui, sapeva niente? MAH !

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