Roma, 14 giu – Una vera e propria lite sul campo di battaglia del web quella in corso tra il consigliere regionale toscano di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli e l’ex-sindaco di Roma Gianni Alemanno, attualmente sospeso da FdI ma lo stesso attivo nella recente campagna elettorale a sostegno del suo partito in particolar modo al sud.

11391551_10152953646695662_8248261757942885545_nA cominciare è Donzelli, ‘meloniano’ di ferro, che replica polemicamente ad un tweet di Alemanno sull’emergenza immigrazione: “Serve una destra diversa. Avete avuto possibilità e ruoli e ad andar bene non vi siete accorti di cosa accadeva intorno a voi”. Il riferimento al coinvolgimento dell’amministrazione Alemanno nello scandalo di ‘Mafia Capitale’ è piuttosto evidente.

Non si fa attendere la dura replica di Alemanno sulla pagina Facebook di Donzelli: “Credo che tua schiettezza sia quella degli sciacalli. Ma mi dispiace per te e per quelli come te: da questa storia ne uscirò a testa alta”. Donzelli allora precisa: “Sulla tua inchiesta sono certo che uscirai a testa alta, ma detto questo se tu in questa fase riuscissi a stare un po’ più in silenzio e tranquillo lasciando crescere in prima fila qualcuno delle tante brave e capaci persone che hai intorno, faresti un servizio migliore alla tua comunità e anche a te stesso.”

I numerosi interventi di sostenitori dell’uno e dell’altro fanno ben trasparire come sia in corso una vera e propria guerra interna a Fratelli d’Italia, complici i deludenti risultati elettorali ed il nodo del rapporto con la Lega di Salvini, tra la cosiddetta ‘Generazione Atreju’ (ovvero i fedelissimi di Giorgia Meloni) ed i vecchi ‘colonnelli’ di AN (Alemanno e La Russa su tutti).

CaptureAnche l’ex-deputato Francesco Biava interviene a sostegno di Alemanno criticando fortemente l’attuale gestione del partito: “Anch’io pongo una questione politica: sulla democrazia interna di FdI, sul fatto che perderemo il simbolo di AN (avoglia ad inventare balle che ci rinunciamo) perchè non c’è più una maggioranza in fondazione per sostenerlo, che questo partito convoca gli organi (seppur di nominati) solo per riempire le sale e fare comizietti o per portare la gente alle manifestazioni. Che si “assupina” ad uno che parla delle Italie. Che non è in grado di fare una svolta politica o presentare un’idea forza se non quando il treno è passato (vedi questione euro o Le Pen). Che fa la morale ad Alemanno (che si è dimesso da tutto) ed elegge alle regionali quasi esclusivamente impresentabili o gente che con la storia della destra non ha nulla a che fare”.

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