
Intanto la locale sezione degli alpini fa fronte comune contro la proposta che vuole cancellare una denominazione ultracentenaria. Anche la Lega si schiera contro la proposta. Il Presidente Zaia ha infatti detto: “Forse che le altre città venete non sono città della pace? Non siamo tutti a favore della pace? Ma questo non significa che si possa cancellare la storia. È inoltre un insulto agli eroi che combatterono contro gli invasori e vanno ricordati per il loro sacrificio. Non è con queste piazzate che si sostanzia il nuovo corso di un’amministrazione che cambia. Il richiamo alla vittoria presente nel nome della città di Vittorio Veneto è già simbolo di libertà e di pace e come tale va mantenuto”.

Domani, giorno del centenario dell’attentato di Sarajevo, il Sindaco Tonon, presso il Museo della Battaglia di Vittorio, discuterà la proposta con il Consiglio Comunale. Sembra che questo sia il massimo ricordo che il Sindaco di Vittorio voglia tributare alla Grande Guerra: cambiare la dicitura di un gonfalone, corrompendo la memoria storica. Difficilmente si ricordano, nella storia d’Italia, festeggiamenti tanto tiepidi per la ricorrenza di un evento importante come il centenario della Prima guerra Mondiale, l’evento che forgiò l’identità di questa nazione e ne sancì una grande vittoria in campo internazionale a costi altissimi.
Roberto Guiscardo
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