matrimonio_gay-jpg-crop_displayStrasburgo, 10 giu – L’Ue ha risolto l’emergenza. No, macché immigrazione, macché crisi, a cosa andate a pensare. Questi temi, a Bruxelles e Strasburgo, non riscuotono successo. Lavoratori e disperati attendano, quindi, la priorità della Ue sono i matrimoni gay.

Il Parlamento europeo ha infatti approvato a larga maggioranza un rapporto sulle “famiglie omosessuali”. L’inutile assise di Strasburgo raccomanda che le norme in quell’ambito (compresi i risvolti in ambito lavorativo come congedi) tengano in considerazione fenomeni come le famiglie monoparentali e l’omogenitorialità per rendere più completo e comprensivo il diritto della famiglia e del lavoro, “visto che la composizione e la definizione di famiglia cambiano nel tempo”.

Per non farsi mancare nulla, il documento invita a rafforzare i diritti delle “donne migranti, appartenenti a minoranze etniche, delle donne Rom, delle donne anziane, delle madri single e le LGBTI”.

La relazione, che se non altro non contiene elementi vincolanti per gli stati membri, è stata approvata con 341 voti favorevoli, 281 contrari e 81 astensioni.

Già a marzo l’assemblea aveva votato a larga maggioranza a favore del riconoscimento delle unioni civili e del matrimonio tra persone dello stesso sesso “considerandolo come un diritto umano“.

Roberto Derta

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