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Roma, 27 gen – Almeno è stato onesto. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti è stato il primo ad alzare le mani davanti al risultato delle Regionali, e ad ammettere le reali motivazioni del successo dem: è tutto merito delle sardine, che sono riuscite nel loro intento di parlare agli stomaci degli emiliani delusi, stanarli dalle loro case e dare loro le motivazioni per condurli ai seggi e votare Bonaccini.

La ricetta per portare tutti a votare

Con un capetto arrogante ed evanescente al tempo stesso (il corrispettivo dem dell'”uomo forte”), un decalogo-contenitore uscito dai baci Perugina, una piazza che ha permesso ai progressisti disorientati di ogni risma di riciclarsi e riorganizzarsi in un “nuovo” movimento fotocopia dei precedenti,  l’adeguato contorno di circensi (vedi concerto bolognese dello scorso 19 gennaio) e di endorsement pressoché plebiscitario nel mondo dei media e dello spettacolo. Tanto è bastato per convincere di nuovo chi aveva gettato la tessera elettorale a far la muffa sul fondo di un cassetto.

Lodi sperticate

Dopo aver liquidato in un paio di righe i ringraziamenti a Bonaccini, meritevole di aver combattuto una “battaglia eroica”, Zingaretti si è poi sperticato nelle odi dei pescetti: “Mi sembra che i dati che stanno emergendo confermano una grande vitalità dell’elettorato, che ha partecipato in massa, e credo che dobbiamo dire un immenso grazie al movimento delle Sardine“, ha scritto stanotte su Facebook commentando i primi risultati delle Regionali.

Quale futuro?

E ora? Le eterodirette ed eterococcolate sardine (venerdì si è scomodato anche Soros a tesserne le lodi) ieri sera, a urne chiuse, hanno fatto intendere che si prenderanno una pausa, ma il loro lavoro non è ancora finito: “Non siamo nati per stare sul palcoscenico, ci siamo saliti perché era giusto farlo. Ma ora è tempo di tornare a prendere contatto con la realtà e ristabilire le priorità, innanzitutto personali”, scrivono sulla pagina Facebook del movimento.

Un futuro in politica per Santori & Co? Loro dicono di no, per ora. “Se avessimo voluto fare carriera politica l’avremmo già fatto. E invece, prima di tutto, desideriamo tornare ad essere noi stessi, elettori e cittadini, parenti e amici”, spiegano. “Per questo motivo non ci vedrete in TV o sui giornali”. E qui noi li attendiamo al varco: “È tempo di far calare il sipario e lavorare dietro le quinte per preparare un nuovo spettacolo con tutti voi che vorrete continuare a non essere spettatori qualunque. Fino ad oggi siamo stati una bella favola. Ora chiudiamo il libro e sporchiamoci le mani. Qualsiasi cosa succeda”. Insomma, un comunicato che dice tutto e il contrario di tutto, nel classico lessico sardinesco volto a tenere il piede in più scarpe e tutte le porte spalancate. Siamo sicuri che ritorneranno.

Urne chiuse. C'è chi dice che siano i gesti folli a cambiare il corso della storia, ma noi preferiamo pensare che siano…

Publiée par 6000 sardine sur Dimanche 26 janvier 2020

Cristina Gauri

1 commento

  1. Missione compiuta: mò spariscono. Il bello è che io cogli0nazzi che hanno votato il “partito” sponsorizzato dai sardinisti mica l’hanno capita!

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