Como, 15 giu – L’odio irrazionale dell’Anpi non conosce confini. Tanto che a Monguzzo, in provincia di Como, la sezione locale dell’associazione partigiani vorrebbe far rimuovere il nome del carabiniere eritreo Ibrahim Alì da una via a lui intitolata. Medaglia d’Argento al Valor Militare per la battaglia di Cheren 27 marzo 1941, conferita dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi perché “valorosissimo, fedelissimo e sempre alla testa dei suoi Zaptiè. Ferito gravemente in combattimento, continuava ad incitare i suoi uomini alla resistenza. Già distintosi in altre guerre e in altri combattimenti”, Ibrahim Alì era uno Zaptiè, cioè un carabiniere arruolato tra gli indigeni delle colonie italiane. Era uno Sciumbasci Capo, l’equivalente di un Maresciallo.

“Abbiamo creato corridoio culturale”

Ebbene, a Monguzzo il 17 marzo scorso gli è stata dedicata una via su proposta dell’Associazione nazionale carabinieri. “Abbiamo creato con questa intitolazione un corridoio culturale – ha dichiarato Carlo Colombo, coordinatore provinciale e presidente di Lurago d’Erba dell’Anc – ben diverso dai corridoi umanitari che vogliono altri. Siamo stati invitati anche a Milano alla Festa dell’indipendenza eritrea”.

I partigiani: “Alì ha un passato non conforme”

Ma l’Anpi di Monguzzo è contraria e vorrebbe, con una consultazione popolare sull’iter procedurale non consentito dalla legge italiana per “l’intitolazione di nuove strade”, far rimuovere il nome del carabiniere eritreo. “Quella intitolazione va tolta – sostiene Marco Emilio Rigamonti, segretario della sezione di Monguzzo dell’Anpi – Ibrahim Alì ha un passato non conforme, abbiamo già chiesto un incontro con il nuovo sindaco per proporgli una consultazione popolare per trovare un nuovo nome alla strada. Ci sono migliaia di persone che avrebbero maggior diritto di vedersi intitolata una via. Era un collaborazionista pagato dal governo di Mussolini per fare la guerra, non ha senso quella intitolazione in un Paese democratico, la Costituzione è una cosa seria e va rispettata. Vogliamo incontrare il sindaco ed è giusto che i cittadini vengano coinvolti in una decisione simile, poi in una cerimonia sobria e seria, senza marce militari, dedichiamo la strada”.
Dal canto suo, il neoeletto sindaco Marisa Cesana fa prresente che bisogna trovare una soluzione ma che “in questo momento non è una priorità. Prendo atto di quanto chiede l’Anpi e ne discuteremo”.

La replica dell’Associazione Carabinieri: “Se ne facciano una ragione”

Risponde Colombo dell’Anc: “Credo l’Anpi si dovrebbe appellare al presidente della Repubblica visto che stiamo parlando di una persona insignita della Medaglia d’Argento da Luigi Einaudi. Se non va bene all’Anpi se ne facciano una ragione, la libertà che volevano i partigiani era ben diversa da questo fascismo di sinistra per cui è impossibile avere idee diverse dalle loro”. Per Colombo la questione è molto più semplice: “Se hanno delle proposte le facciano al Comune come abbiamo fatto noi e se saranno meritevoli magari avranno una strada dedicata a chi vogliono loro“. “Io celebro i carabinieri ed ho proposto il nome di un carabiniere la cui storia ha meritato una medaglia – conclude – quindi non vedo dove sia il problema”.

Ludovica Colli

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