Roma, 7 feb – Alta tensione nel centrodestra, ormai spaccato, con nuovi attacchi tra la Meloni e Salvini e Tajani che cerca di gettare acqua sul fuoco: ma la leader di FdI potrebbe correre da sola. “Io non faccio più buon viso a cattivo gioco, se non ho garanzie che chi è mio alleato voglia stare in questa metà campo”: è l’avvertimento della Meloni.

Centrodestra spaccato, Meloni: “Il mio orticello è il centrodestra e non ci pianto l’ulivo”

Ospite a Non è l’arena, la leader di FdI resta sul piede di guerra nei confronti di Lega e Forza Italia dopo lo strappo sul Mattarella bis. “C’è il rischio che vada da sola?”, le chiede Giletti. “Questo lo vedremo, non dipende solo da me”, è la replica della Meloni. E poi un nuovo attacco. “Il mio orticello è il campo del centrodestra. Il mio orticello sono i valori della destra e del centrodestra. Se qualcuno dice che nel mio orticello devo piantarci l’ulivo non ce lo pianto“. Così la Meloni replica a Salvini, il quale aveva puntato il dito contro chi nel centrodestra avrebbe preferito guardare al “proprio orto” piuttosto che allo “spirito di squadra”.

La leader di FdI boccia la federazione di Salvini

Niente da fare poi per il progetto del leader della Lega di una federazione sul modello del Partito Repubblicano Usa. La leader di FdI taglia corto: “Non mi riguarda. Anche se faccio presente che non mi sembra i repubblicani siano alleati di governo con i democratici“. “Sono scelte che fanno gli altri, le rispetto”, chiarisce poi la Meloni, aggiungendo che “le guardo con interesse”. La leader di FdI poi conferma che dopo che la Lega ha votato il Mattarella bis lei e Salvini non si sono più sentiti.

Ma tira una brutta aria pure tra FdI e FI. Come ricordano in studio da Giletti, Berlusconi avrebbe pronosticato per la Meloni il rischio di “fare la fine di Marine Le Pen”, da sola in un angolo. “Quello che succede a Le Pen succede nel sistema francese, che è un sistema semipresidenziale. Quello che accade a Le Pen a FdI non può accadere, nemmeno con la legge proporzionale”, spiega la Meloni. La quale poi rivolge un attacco anche al centrosinistra, sottolineando che il sistema proporzionale “serve a impedire che il centrodestra possa vincere”.

Il leader della Lega accusa ancora i centristi traditori

Dal canto suo, Salvini torna all’attacco della coalizione: “In questi mesi e nell’elezione del presidente della Repubblica è mancato il gioco di squadra nel centrodestra, che ha preferito il gioco dei singoli”. Ai microfoni di Radio 24, il leader della Lega punta il dito contro i centristi: “La battaglia del Quirinale è durata una settimana, qualcuno del centrodestra è sparito e qualcuno ha tradito. Sono mancati un sacco di voti – fa presente Salvini -. Una donna al Quirinale era il mio impegno ma i miei numerosi tentativi che rivendico con orgoglio sono stati bocciati e sabotati dagli altri. Sono comunque felice della rielezione del presidente Mattarella alla quale ho contribuito”.

Tajani prova a gettare acqua sul fuoco

A Salvini replica Antonio Tajani, vicepresidente e coordinatore nazionale di Forza Italia che, a SkyTg24, prova a gettare acqua sul fuoco. “Il gioco di squadra si può sempre migliorare, bisogna imparare dagli errori, ex malo bonum, dai problemi possono nascere cose buone”. La fa facile, diciamo, il numero due di FI, il quale, che prima di parlare di federazione e Partito Repubblicano, rivolge un nuovo invito al Carroccio. “Mi auguro che la Lega possa avvicinarsi al Ppe, perché popolarismo europeo significa centralità della persona, un’Europa che investe e crea lavoro, rapporti forti con gli Stati Uniti”.

Il numero due di FI: “Berlusconi fondatore e federatore del centrodestra”

Sul centrodestra Tajani è allineato e coperto con il suo leader: “Dobbiamo presentare agli elettori un centrodestra rinnovato che guardi al futuro. Noi siamo sempre stati coerenti. Berlusconi è il fondatore ed è stato il federatore del centrodestra, che non avrebbe mai vinto senza di lui. A me non piacciono le polemiche. Tutti quanti dobbiamo a Berlusconi qualcosa, ha dato un ruolo importante alla Lega e Meloni con lui è stata ministro”. Salvini però, che a quanto pare vuole guardare ai centristi di centrodestra, chiarisce: “Con Mastella, Renzi e Casini non ho nulla a che fare, io gli accordi li faccio con tutti coloro che si sentono alternativi alla sinistra”.

Il leader del Carroccio rivendica di stare al governo. Meloni: “Centrodestra esiste solo se alternativo alla sinistra”

Certo, si potrebbe obiettare e a buon diritto che per ora con il centrosinistra la Lega ci sta al governo. E proprio su questo fronte Salvini rivendica la scelta: “Sono orgoglioso di quello che stiamo ottenendo, certo ci sono ministri che non brillano, ma non voglio certo stare alla finestra a criticare quello che fanno gli altri”. Parole che suonano come una provocazione per la Meloni. “Su Mattarella Salvini non l’ho capito. Non accetto che in Italia per essere presentabili bisogna essere di sinistra. Alcuni partiti di centrodestra tra scegliere la coalizione e rappresentare il loro campo e scegliere il governo con Pd e M5S hanno scelto quest’ultimo. E per me è un problema. Il centrodestra c’è se è alternativo alla sinistra, sennò non serve, non esiste. Io voglio essere alternativa alla sinistra”, conclude.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. rivendichi con orgoglio di essere al governo con la sinistra dopo aver impostato tutta la tua campagna elettorale contro di loro…
    e con i cinque stalle,dopo aver fatto cadere un governo dove se non altro avevi un certo peso,anzichè fare da sputacchiera di letta e company….
    e rivendichi con orgoglio di esserti piegato sul reddito di cittadinanza,sull’immigrazione,sui dickdat della ue,
    sulla rielezione di mattarella,e adesso parli di legge elettorale proporzionale,per far vincere ancora una volta la sinistra?
    salvini….
    MA COME FAI A NON SPUTARTI IN FACCIA,quando ti guardi allo specchio?
    come?

  2. per non parlare del berlusca….
    che farebbe una figura immensamente,incommensurabilmente migliore a prendere atto che
    è vecchio e in odore di cassa da morto…
    e ritirarsi in una casa di riposo,che quello è il suo posto:
    altro che in politica a far danni,
    con la sua visione geriatrica della vita.

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