Roma, 7 feb — Per il gruppo Grandi Stazioni e per le forze dell’ordine capitoline i senzatetto di Roma Termini possono pure morire di fame e freddo. L’obbiettivo principale è infatti quello di preservare la scintillante facciata della stazione, che ospita negozi sempre più eleganti; e ora ai volontari è impedito di portare generi di prima necessità ai — pochi, pare siano quattro — clochard all’interno della struttura. Pena essere bloccati e identificati.

A Termini è vietato nutrire i senzatetto

E’ quanto accaduto alcune sere fa ai volontari dell’associazione Casa Famiglia Lodovico Pavoni. Come ogni giovedì, dopo un momento di preghiera i benefattori partono con 8 macchine cariche di coperte, vestiti pesanti, acqua e cibo per rendere più sopportabile le fredde notti dei senzatetto di Termini, e non solo. Ma ad attenderli un’amara sorpresa: «Ieri sera è stato ribadito il divieto di dare da mangiare a chi si trova all’interno della stazione: ieri c’erano quattro persone che non stazionano all’esterno perché non hanno coperte e rischierebbero di morire di freddo», è quanto testimonia a FanPage Mauro Terzoni, volontario dell’associazione. «Uno di loro non aveva neppure una coperta per ripararsi, così gli ho dato un sacco a pelo».

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In sunto, una volta arrivati a Termini li aspettava un vigilante stipendiato da FS che ha intimato loro di non entrare. «Ci hanno detto che non potevamo stare lì. Io ho chiesto il perché: ci sono milioni di persone che transitano e mangiano all’interno della stazione, dove ci sono anche appositi punti ristoro: noi diamo solo questi 4 pasti e poi torniamo anche pulire» ha sottolineato Terzoni. «Quindi abbiamo continuato a dare da mangiare a quelle quattro persone». I vigilanti a quel punto hanno chiamato i carabinieri, che hanno chiesto i documenti a tutti. «Sono stato identificato, ma continuerò a fare il mio lavoro».

Identificati dalla polizia

L’episodio non ha però scoraggiato i volontari dell’associazione: faranno ritorno a Termini, come ogni giovedì, per portare un po’ di conforto ai senzatetto. «Ovviamente continuiamo. Mio padre da quando ero piccolo, anche se non avevamo molto, se trovava una persona in strada la portava a casa e ci diceva: “Oggi mangia con noi”. Siamo circa una ventina di volontari e siamo riusciti a dare da mangiare a 150 persone che hanno aspettato il loro turno ordinati in fila. Perché dovremmo smettere?».

Il Covid ha peggiorato tutto

A volte, spiega Terzoni, «capitano anche intere famiglie con bambini», colpite dalla crisi dovuta alle restrizioni Covid, ai rincari di questi ultimi mesi, ai licenziamenti. «Il Covid ha aggravato questa situazione, da un lato c’è la difficoltà di aiutare, dall’altra le persone che hanno bisogno sono aumentate. Noi dobbiamo continuare a fare quello che facciamo da tanti anni come casa famiglia, così come le altre associazioni: noi abbiamo come turno il giovedì, loro passano gli altri giorni».

La risposta di Fs Group fornita all’Ansa sembra scritta da un automa: «Abbiamo a cuore i più deboli e li aiutiamo, ma ci sono delle regole». Risposta alla quale i volontari controbattono così: «Rispetto e ammiro le forze dell’ordine: loro devono fare il loro lavoro, ma noi dobbiamo continuare a fare il nostro lavoro e continuare a dare da mangiare. Io ho chiesto una circolare o qualcosa di scritto, dove si dica che io non posso entrare a dare da mangiare perché mi sembra che non esista».

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. capisco la voglia di fare qualcosa di buono,
    ma capisco anche il punto di vista di chi non vuole che la porta di ingresso della capitale d’italia
    diventi un bivacco di senza tetto e cerchi quindi di scoraggiarne la presenza.

    in questo caso,credo che si debba cogniugare entrambe…
    come hanno giustamente detto i vertici delle fs.
    ….
    a dirla tutta,sono francamente stufo di trovare mendicanti e senza tetto che pietiscono dovunque:
    siamo una nazione sviluppata,si suppone…
    possibile che in russia e cina non se ne veda uno e qui in italia nelle stazioni o nelle vie centrali di tutte le città
    si trovino costantemente più senzatetto che colombi?

    mettete su qualche cooperativa in aperta campagna con abitazioni rurali e della terra da coltivare a bilancio in pareggio,
    in modo che possano mantenersi,e portateceli:
    quel pò di aiuti economici che ancora servirà loro,sarà comunque inferiore ai danni che fanno bivaccando in città…
    per non parlare del turismo:
    io quando vado in ferie voglio GODERMELE:
    e se vengo costantemente importunato di giorno da mendicanti di professione che pietiscono soldi,
    e di notte da senzatetto che vedo in giro tutte le sere e che magari mi dormono davanti all’hotel dove
    sto trascorrendo le ferie,
    mi fanno scappare da dove le sto trascorrendo,e non mi fanno MAI PIU’ TORNARE.

    idem dicasi per la microcriminalità,che viene costantemente sottovalutata,e MAI repressa
    ferocemente e a sangue,come si dovrebbe:
    perchè fa enormemente più danni al tessuto sociale di quella grande,e tutti quelli che hanno un minimo di cervello lo sanno…
    tranne che al governo.

  2. Visto il disposto dell’art. 154 T.U.L.P.S.

    “E’ vietato mendicare in luogo pubblico o aperto al pubblico.
    Le persone riconosciute dall’autorità locale di pubblica sicurezza inabili a qualsiasi proficuo lavoro e che non abbiano mezzi di sussistenza nè parenti tenuti per legge agli alimenti e in condizione di poterli prestare sono proposte dal prefetto, quando non sia possibile provvedere con la pubblica beneficenza, al ministro dell’interno per il ricovero in un istituto di assistenza o beneficenza del luogo o di altro comune.
    Il ministro può autorizzare il prefetto a disporre il ricovero dell’inabile in un istituto di assistenza o beneficenza(1).
    Per il rimborso delle spese di ricovero si applicano le norme stabilite per il domicilio di soccorso.
    Quando il comune e le istituzioni pubbliche di assistenza o beneficienza del domicilio di soccorso non sono in condizione di provvedere in tutto o in parte, le spese sono in tutto o in parte a carico dello Stato(2).”

    suggerrirei ai volontari di denunciare gli agenti intervenuti per abuso d’ufficio ed omissione di atti d’ufficio visto che dovrebbero favorire e non vietare la pubblica beneficenza.

    Anziché rincoglionirvi e buttare soldi in abbonamenti e canoni per televisione e/o youtube et similia… studiate! 😛

  3. Caro leonardofaccobannatore riconoscere i propri difetti come hai fatto è già un pregio ma ora torna a Botteghe Oscure con i viveri se volete sopravvivere all’assedio.

    Qui non siete in un forum di informatici dormobaleno e soprattutto smetti di guardarti allo specchio quando scrivi di altri che poi gli affibbi “qualità” solo tue proprie 😀

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