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Bari, 11 mar – Un medico dell’opedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, è risultato positivo al tampone per il coronavirus. A comunicarlo è il sindaco del comune del barese, Davide Carlucci. Il pronto soccorso dell’ospedale è stato chiuso e sono iniziati i test sugli altri operatori dell’ospedale: medici, infermieri e personale venuti a contatto con il medico. La struttura fa sapere che i pazienti che hanno bisogno di cure immediate possono rivolgersi ai pronto soccorso più vicini. Quella del Miulli è una struttura ecclesiastica di livello che sopperisce spesso alla sanità pubblica e che nei giorni scorsi ha fatto sapere di avere 100 stanze a pressione negativa e 14 posti letto di terapia intensiva che potrebbero tornare utili per la gestione dell’emergenza coronavirus. “Al momento sono in corso i test sugli altri operatori dell’ospedale venuti a contatto con il medico – scrive Carlucci -. Chi ha necessità di cure immediate può rivolgersi al pronto soccorso di Altamura, Bari, Putignano. A breve cercheremo di dare altri ragguagli”.

Ieri sanificazione dell’ospedale Mater Dei di Bari per paziente positiva

Nella giornata di ieri inoltre è stata disposta la sanificazione del pronto soccorso e del reparto di ginecologia dell’ospedale convenzionato Mater Dei di Bari dopo l’accertamento della positività al coronavirus di una paziente che, ieri, dopo essere arrivata al pronto soccorso con le doglie, è stata fatta partorire. In Puglia salgono quindi a 66 i casi positivi al coronavirus, rispetto al bollettino aggiornato ieri sera dal presidente della Regione, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della salute Vito Montanaro. Nella giornata sono stati effettuati 74 test in tutta la regione. Di questi: 65 sono risultati negativi e 9 positivi. Due le vittime registrate nella giornata di ieri in Puglia: si tratta di anziani con patologie pregresse e risultati positivi al Covid-19. La Regione, intanto, sta incrementando il numero di posti letto di terapia intensiva e rianimazione dedicati all’epidemia da coronavirus.

Ludovica Colli

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