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Roma, 21 mag –  Il governo giallofucsia sta valutando la possibilità di un election day a settembre, curva dei contagi permettendo. Il suggerimento – neanche a dirlo – arriva dal Comitato tecnico scientifico: l’ipotesi sarebbe quella di svolgere il primo e il secondo turno delle elezioni comunali e regionali nonché il referendum costituzionale e che si potrebbe svolgere a metà settembre. A riferirlo, intervenendo in commissione Affari costituzionali alla Camera, il sottosegretario all’Interno, Achille Variati (Pd): “Viene suggerito che il diritto-dovere di voto si compia all’interno del mese di settembre sia per il primo che per il secondo turno“, e anticipando la finestra di voto dal 15 settembre al 1 settembre, come prevede un emendamento della relatrice al decreto Elezioni, si ipotizza che l’election day si possa svolgere “ad esempio a metà settembre”, con i tempi della “presentazione delle liste che potrebbero essere allargati per non impattare proprio nel periodo ad esempio di Ferragosto”.

Il sottosegretario Variati: “Irragionevole andare a votare con il grande caldo”

Variati ribadisce le perplessità del governo su un possibile voto a luglio per le regionali (anche perché se gli esperti dicono settembre, è difficile che Conte non tenga conto). “Andare a votare con il grande caldo è irragionevole – dice l’esponente dem – e quindi si è sempre cercato di trovare delle finestre adeguate anche dal punto di vista climatico e lontane da alcune festività, ma non ci troviamo in un momento normale e dobbiamo stare anche molto attenti perché abbiamo sindaci e regioni in proroga, proroga garantita dal decreto Elezioni, che però deve essere limitata nel tempo”, e “bisogna fare un’operazione che unisca e tenga insieme” tutto, chiarisce.

Comitato esperti: “Infezione da coronavirus in aumento con la bassa temperatura”

Sempre il comitato degli esperti fa sapere che l’infezione da coronavirus “è osservata in aumento con la bassa temperatura”. Dunque, in rispetto “della massima precauzione viene suggerito che il diritto-dovere di voto si compia all’interno del mese di settembre sia per il primo che per il secondo turno”. Tuttavia nella maggioranza giallofucsia non sono tutti d’accordo sul periodo ipotizzato, in particolare LeU.

Ceccanti (Pd): “Verifica da qui a martedì per ipotesi voto 13 e 14 settembre”

Il capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali della Camera Stefano Ceccanti, al termine della seduta, fa presente che si deve trovare la quadra per un election day da tenersi presumibilmente il 13 e 14 settembre. “A partire da questa ipotesi occorre fare una verifica da qui alla seduta di martedì con le Regioni ed anche con le varie forze politiche, sia per le date sia per la questione delle firme con cui sottoscrivere le liste, per raggiungere un esito condiviso con la massima disponibilità possibile da parte di tutti, trattandosi di regole che impegnano tutti”.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. Adesso esperti non eletti ci dicono che non si puo’ votare a Luglio!!! Saimo in pieno regime con un governo di minoranza che non vuole risultati elettorali che chiariscano che una minoranza guida il paese contro ogni forma di democrazia.

  2. […] Roma, 26 mag – Un governo traballante che rischia di cascare a ogni piè sospinto da Renzi, cambia di nuovo idea sulla data ipotetica delle elezioni amministrative. Dovevano tenersi a maggio, poi il coronavirus ha fatto saltare tutto e la maggioranza giallofucsia ha provato ad adottare celermente un piano di riserva: election day in autunno, a breve distanza dal referendum sul taglio dei parlamentari (anch’esso rimandato). Alcuni governatori regionali e qualche esponente dell’opposizione hanno iniziato però un pressing serrato per convincere il governo a cambiare idea, identificando il mese di luglio come il più adatto. Qualche giorno fa è arrivato sì un cambio di programma, ma con data virtualmente fissata il 13 settembre. […]

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