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Catanzaro, 28 lug – Corruzione per favorire una cooperativa che si occupa di accoglienza degli immigrati. Una funzionaria della Prefettura di Catanzaro, Natina Renda, 53enne, ed un gestore di una cooperativa calabrese, Salvatore Lucchino, 73 anni, entrambi di Lamezia Terme, sono finiti agli arresti domiciliari. Secondo l’accusa la funzionaria della Prefettura, all’epoca dei fatti in servizio al Settore immigrazione rifugiati, in cambio di denaro avrebbe favorito Salvatore Lucchino, gestore della cooperativa Gianal. Si tratterebbe quindi di una cospicua mazzetta per instaurare una convenzione con la Prefettura per la gestione dei richiedenti asilo.La Procura della Repubblica di Catanzaro ritiene inoltre che il “prezzo” pagato dall’imprenditore alla funzionaria sarebbe un immobile a Feroleto Antico e la promessa di somme di denaro. L’immobile è finito sotto sequestro.



Dalle indagini è emerso poi che la donna aveva una stretta relazione con il gestore della cooperativa. Gli accertamenti avrebbero dimostrato che, grazie al rapporto con l’Ente pubblico, nel giugno 2015 Lucchino avrebbe ceduto a Renda l’immobile a Feroleto Antico. Ulteriori accertamenti dimostrerebbero che la funzionaria avrebbe partecipato attivamente all’espletamento della procedura di gara indetta dalla Prefettura il 14 luglio 2014, anche con sopralluoghi e ispezioni nella struttura del gestore della cooperativa Gianal che, sempre secondo l’accusa, risultavano volutamente e strumentalmente positivi.

La funzionaria della Prefettura di Catanzaro, Nerina Renda, nel frattempo destinata ad altro incarico, nel 2015 avrebbe poi avuto un ruolo in seno alle imprese del compagno, proprio come amministratrice de facto del centro di accoglienza. E’ l’ennesima l’accoglienza degli immigrati nasconde, per modo di dire considerando che è sempre più alla luce del sole, un business inaccettabile.

Eugenio Palazzini

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