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Napoli, 25 gen – Nello Donnarumma, sindaco di Palma Campania, ha lanciato nei giorni scorsi un’iniziativa destinata a sollevare un vespaio di polemiche: la diffusione di un piccolo vademecum rivolto principalmente alla comunità bengalese, dal titolo chiarissimo: “Norme precauzionali generalmente osservate ed accettate in Italia”. E il volantino inizierà a essere distribuito oggi alla comunità bengalese, in corrispondenza con il venerdì di preghiera.

Nella prima pagina non si inizia certo andando per il sottile: “Curare la tua igiene personale è importante, non solo per apparire al meglio e avere un odore gradevole ogni giorno, ma anche per prevenire le malattie infettive“. Nulla è lasciato al caso, il sindaco campano vuole essere sicuro che il messaggio arrivi chiaramente: “Lavarsi i denti ogni sera, farsi una doccia al giorno, usare il deodorante e il sapone per il viso e il corpo, lavare gli abiti che vengono indossati, tagliare i capelli ogni 4/8 settimane, pulire casa, tagliare le unghie di mani e piedi, coprirsi il naso e la bocca quando si tossisce e si starnutisce, non condividere rasoi, asciugamani o trucchi con altre persone”.

Il sindaco rispedisce al mittente le accuse di razzismo, che già iniziano a serpeggiare, e dichiara: “Vogliamo far capire che a Palma Campania si vive rispettando le regole fondamentali dell’igiene personale. Ed è anche così che si aiuta l’integrazione. Del resto, i bengalesi hanno altre abitudini di vita“. E per fugare ogni dubbio il primo cittadino tiene a precisare che l’opuscolo è frutto “di una mediazione tra comunità bengalese, amministrazione comunale, sindacato e medici della Asl“.

La scelta del Comune ha delle fondate motivazioni di natura igienico-sanitaria: “Il razzismo si camuffa dietro la maschera del buonismo. Noi cerchiamo di insegnare a questi ragazzi come si vive in un paese della civiltà occidentale, a tutela della loro salute e di quella di tutti. Finora pensavano che si potesse fare ogni cosa. Adesso ci sono i controlli, c’è lo Stato. O si adeguano o cambiano Paese”. In attesa della tempesta di critiche di buonisti e autorazzisti che sicuramente investiranno l’operato del coraggioso sindaco, ai bengalesi non resta che armarsi di sapone, dentifrici e spazzolini.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Grazie ai piddini buonisti ed ipocriti su 17000 abitanti 5000 sono maschi islamici bengalesi senza donne e famiglia che vivono di espedienti e assiepati in 50 in appartamenti che ne potrebbero ospitare forse una dozzina ………… Ennesimo schifo nauseabondo ed ignobile targato “piddini e sorosiani comunistoidi”………strano che nessun comunistoide, da radio capital a repubblica,da skypd24 all’espresso,non si sia impegnato a portarsene a casa loro qualcuno di queste risorse tribali……fate pena.

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