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“Lombardia zona arancione, riapriamo i negozi”. L’annuncio di Fontana

by Adolfo Spezzaferro
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Milano, 27 nov – La Lombardia diventa zona arancione: a dare l’annuncio è Attilio Fontana. Su Twitter il governatore leghista scrive: “Grazie ai sacrifici dei lombardi, apprezzati i dati epidemiologici, ora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali. A breve la decisone del governo“. Oggi infatti l’esecutivo giallofucsia comunicherà le nuove assegnazioni delle fasce di rischio – gialla, arancione, rossa – sulla base de dati sui contagi e i ricoveri inviati dalle regioni.

Il passaggio a zona arancione arriva dopo giorni di scontri tra Lombardia e governo centrale

Come sottolineato da Fontana, il passaggio da rosso a arancione è una boccata d’ossigeno per l’economia della Lombardia, in lockdown per settimane per via dell’indice Rt alto, secondo l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. Ora, dopo giorni di polemiche tra Regione Lombardia a governo centrale (ora alle prese con il Dpcm di Natale), con l’assegnazione della fascia arancione, nella regione ci saranno minori restrizioni sugli spostamenti, anche se resta vietato uscire dal proprio Comune, se non per ragioni di lavoro, istruzione, salute o per necessità (da indicare nell’autocertificazione).

Che cosa è permesso nella zona arancione

Ecco nel dettaglio che cosa prevede la zona arancione. Ci si può muovere all’interno del proprio Comune liberamente dalle 5 alle 22 senza autocertificazione. Dalle 22 alle 5 scatta il coprifuoco (restrizione valida su tutto il territorio nazionale). Dunque si può uscire di casa solo per comprovate esigenze e compilando l’autocertificazione. E’ consigliato il lavoro a distanza, quando possibile. E’ fortemente raccomandato di non invitare a casa propria persone non conviventi.

Riaprono i negozi

Riaprono tutti i negozi, senza limitazioni. Resta però lo stop durante le giornate festive e prefestive all’attività dei negozi che si trovano nei centri commerciali, ad eccezione delle farmacie e parafarmacie, dei presidi sanitari, dei punti vendita di generi alimentari, dei tabacchi e delle edicole.

Tornano in classe studenti di seconda e terza media

Salvo diversa indicazione dei governatori, nelle zone arancioni gli studenti di seconda e terza media tornano a seguire le lezioni in classe. Ma per le scuole superiori rimane attiva la didattica a distanza. E non cambia niente neanche per le università: le attività formative e curriculari non si svolgono in presenza, fatta eccezione per quelle relative al primo anno dei corsi di studio e dei laboratori.

Non cambiano le regole per bar e ristoranti: chiusura alle 18

Non cambiano le regole per bar e ristoranti, per cui scatta la chiusura alle 18. Resta consentito l’asporto e la consegna a domicilio, vietata la consumazione sul posto. Restano chiusi palestre, piscine, centri benessere e centri termali, cinema, teatri e musei.

Le regole per lo sport

Permane il divieto per gli sport di contatto, ma è consentito svolgere all’aperto e a livello individuale i relativi allenamenti. È invece permesso frequentare i centri e i circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio Comune o, in assenza di tali strutture, in Comuni limitrofi, per svolgere all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza creare assembramenti. Resta vietato utilizzare gli spazi adibiti a spogliatoio.

Adolfo Spezzaferro

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Lombardia, Piemonte e Calabria da oggi arancioni. Ma c'è poco da festeggiare | Il Primato Nazionale 29 Novembre 2020 - 9:37

[…] “Lombardia zona arancione, riapriamo i negozi”. L’annuncio di Fontana […]

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