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Roma, 24 nov – Stasera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte andrà a cena con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker per discutere della legge di Bilancio.
L’incontro con il premier italiano si terrà subito dopo quello con il primo ministro britannico Theresa May, alla vigilia del Consiglio europeo sulla Brexit di domattina e arriva a 36 ore dalla bocciatura della manovra da parte di Bruxelles.
Appuntamento alle 19.30 a Bruxelles a palazzo Berlaymont, sede della Commissione, per una cena che dovrebbe durare un paio d’ore. Sul tavolo, la manovra del governo gialloverde che non piace ai tecnocrati Ue, soprattutto per rapporto deficit/Pil fissato al 2,4% per il 2019.
Al confronto con Juncker, Conte sarà accompagnato dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, mentre per parte Ue siederanno il commissario per gli Affari economici Pierre Moscovici (un nemico giurato del governo italiano, in particolare del vicepremier Matteo Salvini), e il commissario per l’Euro e il dialogo sociale Valdis Dombrovskis.
Conte dal canto suo ieri ha dichiarato che oggi ribadirà che “il governo italiano vuole garantire l’obiettivo della stabilità finanziaria. Da questo punto di vista siamo assolutamente concentrati nel raggiungimento di questo obiettivo. Ma è anche vero che per perseguirlo, la linea migliore, il modo migliore è quello di assecondare e promuovere la crescita. Diversamente andremo in recessione“.
Il premier sono giorno che ripete che punta a “spiegare” l’impianto della legge di bilancio, che comunque rimane “confermato”, ai partner europei, con i quali intende portare avanti un “dialogo costruttivo”. E’ una manovra “ben studiata”, ha rivendicato Conte, “orientata alla riduzione del debito, obiettivo che abbiamo in comune con l’Ue”, attraverso un “piano di riforme” e al sostegno della “crescita economica” nel Paese.
Fonti di Palazzo Chigi sottolineano che il governo si pone con “responsabilità” davanti all’avvio della trattativa con l’Ue. L’esecutivo “vigila” con attenzione l’andamento dello spread Btp-Bund, ma è “determinato a seguire la strada della crescita”.
Il governo Lega-M5S punta anche ad ottenere “tempi di attuazione molto distesi” se l’Ecofin, accogliendo la proposta della Commissione Ue, dovesse formalizzare la procedura di infrazione per deficit eccessivo. Si parla di sei mesi, prima di attuare la procedura di infrazione. La scommessa gialloverde è che nel frattempo l’economia riprenderà a girare, favorita dalle misure per gli investimenti previste dalla manovra.
Tuttavia, visto che il governo ha ribadito che non ci saranno correzioni sui saldi, una risposta positiva da parte della Commissione è davvero improbabile. Così come – a quanto pare – Bruxelles dovrebbe respingere al mittente la posizione del governo Conte di una attribuzione delle responsabilità sul debito al governo precedente perché riferito al 2017 (anche se così è, in effetti).
Quando la manovra sarà approvata definitivamente entro fine anno, e si vedranno le nuove misure, tutti capiranno“, ha garantito il capo politico del M5S, il vicepremier Luigi Di Maio. “Quando dico che i mercati capiranno – ha precisato – non dico che dovranno farsene una ragione, dico che questi sono stati giorni di tensione con Bruxelles, stava per arrivare la procedura di infrazione, sono giorni in cui la manovra è ancora in discussione, quindi si può avere il timore che possa partire un emendamento in aula che possa peggiorarla”.
Se fossi a cena con Juncker chiederei rispetto: non hanno detto nulla su manovre economiche del passato che hanno fatto male all’Italia e hanno impoverito gli italiani e gli chiederei 12 mesi di attenzione a quello che succederà, noi siamo convinti che l’Italia starà meglio tra 12 mesi”, ha sostenuto, dal canto suo, il leader della Lega, il vicepremier Matteo Salvini. “Mandare ispettori – ha proseguito il ministro dell’Interno – sanzioni, minacce, ricatti, ritorsioni, no. Noi non vogliamo litigare con nessuno, quindi, il presidente del Consiglio ha il mio e il nostro mandato di andare a dialogare, a rasserenare e spiegare le riforme in essere: il codice degli appalti, la sburocratizzazione, l’anticorruzione, l’antimafia, il decreto sicurezza che porta il mio nome e quindi io son convinto che l’Europa ci lascerà lavorare tranquillamente”.
Adolfo Spezzaferro

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