Roma, 7 lug – Non bastavano le stangate governative contro balneari e tassisti con il Ddl Concorrenza, da oggi anche i mercati rionali scoperti sono entrati nell’occhio del ciclone della ghigliottina del governo Draghi. A tal proposito, abbiamo raggiunto per un’intervista Maurizio Vailati. Milanese, classe 1983 e commerciante su area pubblica da 3 generazioni, Vailati promuove l’attività politico-sindacale nell’ambito dei mercati rionali.

Maurizio Vailati spiega a cosa andranno incontro le partite IVA dei mercati rionali italiani. In questi giorni lo ha raggiunto anche il noto parlamentare, “politicamente scorretto”, Gianluigi Paragone che ha fatto un giro tra le bancarelle del mercato meneghino. L’ennesima lotta dei lavoratori italiani per salvare il proprio lavoro e continuare a servire la comunità contro le nuove imposizioni del mercato globale.

Cosa si sta inventando il governo contro i mercati rionali?

“I mercati rionali scoperti sono una risorsa fondamentale, sia a livello sociale che a livello economico-commerciale, per tutto il sistema paese. Lo sono soprattutto per le fasce meno abbienti della nostra società. Forse è proprio per questo motivo che danno così fastidio a tal punto da minacciare l’esistenza attraverso accordi che ne minino la stabilità e l’esistenza lavorativa. Ora, dopo la pandemia e le chiusure forzate nonostante operassimo all’aperto, a seguito del conflitto russo/ucraino che sta peggiorando il quadro economico già non roseo per tutte le differenti crisi che si sono succedute nel decennio precedente, raffigurando dunque uno scenario pseudo apocalittico per il commercio al dettaglio”.

Qualcuno, non arresosi, si prodiga nel tentativo di riportare le lancette indietro di quattro anni. Quando la categoria ambulante, a seguito di numerose assemblee e manifestazioni in tutta Italia, era riuscita ad ottenere lo stralcio dalla Direttiva Bolkestein ottenendo un gran risultato di dignità e difesa del Lavoro. Adesso, tutto questo ,per mancanza di continuità politica, lo si destabilizza attraverso differenti sentenze del tar, Lazio/Lombardia/Sardegna, portandoci nuovamente nel limbo dell’incertezza e della precarietà, paventando un accordo, l’Intesa Stato/Regioni o parte dei suoi contenuti, che per l’appunto qualche anno fa era stato rispedito al mittente.

Quanto siete stati penalizzati dai lockdown e quanto pagherete ora il costo di questa nuova norma?

I lockdown hanno letteralmente devastato il nostro settore, sia parlando di mercati settimanali che di fiere e sagre. Come dicevo poco sopra, la cosa più incomprensibile è che i vari provvedimenti che si sono succeduti, hanno portato durante quasi tutta l’epopea pandemica, le persone a fare la spesa al chiuso piuttosto che all’aperto. I dati ufficiali, quelli dell’ISS, dimostravano e consigliavano infatti l’esatto opposto. Come si suol dire; a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca!

Non contenti, si sta cercando nuovamente di stravolgere il settore attraverso una norma che se dovesse passare, porrà il settore nello stato di assoluta precarietà, attraverso un criterio di scadenza alle concessioni dove il titolare d’impresa uscente, nonostante la dimostrazione di regolarità contributiva e/o tributaria, potrebbe subire la concorrenza di altri soggetti economicamente più forti e di dimensioni aziendali più grosse. Questi ne minaccerebbero l’esito nei futuri passaggi di rinnovo. Chi potrebbe mai fare investimenti a fronte di una incertezza simile? Quale istituto di credito erogherebbe mai un prestito, un mutuo o altro ad una impresa che non abbia lo spazio temporale che garantisca il rientro del debito contratto? Ecco, questa è l’assurda situazione in cui rischiamo di precipitare”.

A differenza di supermercati e centri commerciali, i mercati rionali sono ancora luoghi di socialità, dove i prodotti costano meno e hanno specificità maggiori. È forse questo il motivo che ha spinto il governo in questa direzione?

“Credo che la visione fanatica dell’iper modernismo, del turbo capitalismo e dell’estremizzazione dei processi di liberalizzazione, stiano dimostrando il loro vero volto. Questo assolutamente si rivolge con favore ai grandi sistemi finanziari, alle grandi lobby, ai ceti elitari della società, ma innegabilmente è contro tutto ciò che appartiene alle nostre tradizioni e che sino ad oggi hanno retto l’intero sistema italiano, la famosa dorsale economico-imprenditoriale fatta di piccole e medie imprese”.

A differenza degli ambulanti abusivi, spesso stranieri e privi di qualsiasi controllo fiscale, quanto sono controllati i lavoratori dei mercati rionali italiani?

“Su questo giunge a chiarimento un dato su ogni altro, quello ufficiale dell’Inps. Nei dati dell’Inps si attesta infatti che l’evasione del tributo è per la stragrande maggioranza costituita da imprese straniere. Addirittura, una buona parte sono completamente sconosciute all’ente previdenziale. Quindi, oltre che ad inserire come obbligo per il rilascio del titolo concessorio del documento di regolarità contributiva, per quanto concerne il paragrafo fisco si deve sottolineare un miglioramento avvenuto attraverso la riforma fiscale del regime forfettario. Questa ha posto il contribuente in una condizione di facile e accessibile calcolo del dovuto, rendendo trasparente il conteggio e oltretutto sostenibile la pressione fiscale. Si è iniziata una fase nuova nel rapporto Stato-Impresa, ma quella era di certo una prima fase che andrebbe migliorata creando nuove soglie oltre il tetto max attuale dei 65.000 €. In questo modo si darebbe alle imprese l’incentivo a migliorare le proprie prestazioni andando in contro tendenza a quello che gli economisti chiamano ‘nanismo fiscale'”.

Secondo Lei in quale potrebbe essere l’obbiettivo ultimo di questo governo?

“Questo governo nasce per una esigenza di credibilità istituzionale che serviva a garantire l’ottenimento delle preziose risorse del PNRR, non di certo per effettuare scelte strategico-politiche, che di fatto, come nel nostro specifico caso, ne sta dimostrando tutti i limiti. Quindi sarebbe auspicabile un ritorno alle urne al più presto per consentire al popolo italiano di avere finalmente l’opportunità di essere guidati da un governo politico democraticamente votato”.

Andrea Bonazza

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