Roma, 7 lug – Le password di un defunto fanno parte della sua eredità. Ad esprimersi in tal senso è stato il Tribunale di Milano, come riportato da Tgcom24. Insomma, per i giudici non esiste nessun problema se i parenti di una persona deceduta possono accedere a tutti i suoi profili su internet, scoprendo – eventualmente – anche i segreti più intimi e nascosti.

Password come eredità, così il provvedimento del Tribunale

Le password, come ogni “avere digitale“, fanno parte dell’eredità di un defunto. Lo decide, analizzando un caso specifico, il Tribunale di Milano, che autorizza una donna ad entrare in possesso delle parole chiave del marito morto per quel che concerne i profili social, l’account di posta e quello iCloud.

Il caso

La donna ha portato all’attenzione dei giudici la sua situazione. Microsoft, Meta Platform (WhatsApp) e Apple avevano infatti chiesto al Tribunale l’autorizzazione per poter consegnare alla vedova le password del marito. Password che dai giudici sono state considerate parte integrante dell’eredità. La donna le aveva richieste perché – così ha affermato – voleva cercare foto, video del marito ma anche lettere di addio o dichiarazioni di ultime volontà.

Secondo il legale della donna, Marco Meliti, “il provvedimento ci ricorda come i dati contenuti nei nostri account possano entrare a far parte dell’eredità, al pari delle lettere o delle fotografie custodite gelosamente nei cassetti delle nostre scrivanie. La decisione del Tribunale di Milano risponde certamente ad un interesse meritorio di tutela dei figli minori ma, allo stesso tempo, evidenzia una falla normativa nel sistema di protezione post mortem dei dati contenuti nei nostri account”.

Alberto Celletti

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. E’ ridicolo, dati che di fatto sono in comproprietà, in condivisione, in accessibilità con infiniti altri soggetti più o meno sconosciuti,… ma di cosa sanno a sentenziare?!?!

Commenta