Roma, 7 lug – La grande fuga dal governo britannico. Boris Johnson perde altri pezzi da novanta, dopo i ministri che hanno sbattuto la porta nei giorni scorsi stamani è stato il turno del responsabile del dicastero per l’Irlanda del Nord, Brandon Lewis, che ritiene l’esecutivo ormai “oltre il punto di non ritorno”.

Fuga dal governo del Regno Unito

Ma ad abbandonare la nave prima che affondi definitivamente, sempre oggi, è pure la segretaria dello Scacchiere al Tesoro, Helen Whately. Nella sua lettera di dimissioni inviata al premier, Whately afferma di aver sempre sostenuto BoJo negli ultimi mesi, chiedendogli di non dimettersi, ma “non si può chiedere scusa e rimanere in eterno”. Stando a quanto calcolato dal Daily Mirror, sono in tutto 52 i rappresentanti di gabinetto a essersi dimessi dopo l’addio anche del ministro della Scienza, George Freeman. “Il troppo è troppo”, ha scritto il ministro a Johnson nella sua lettera di dimissioni.

Bbc: “Boris Johnson si dimetterà oggi”

La gran parte degli analisti e dei media inglesi ritengono che il governo di Johnson abbia ormai le ore contate, o per meglio dire i giorni. Questione di poche settimane al massimo, periodo in cui è molto probabile che l’emorragia di rappresentanti governativi si ampli ulteriormente. Tuttavia BoJo continua a dire di non avere alcuna intenzioni di mollare. Ai ministri ha ribadito infatti che non si dimetterà, perché altrimenti si scatenerebbe il “caos” e alle prossime elezioni politiche i conservatori verrebbero “quasi certamente sconfitti”. Ieri, nel Question Time alla Camera dei Comuni, Johnson ha peraltro lanciato il suo j’accuse contro i laburisti: “Vi è una semplice ragione per cui mi vogliono fuori” da Downing Street ed è perché “sanno che altrimenti il governo attuerà il suo programma” sul rilancio economico del Regno Unito e sul post Brexit. In ogni caso secondo la Bbc, “questi ultimi due giorni hanno tolto a Boris Johnson gran parte della sua autorevolezza, ma non ancora il suo lavoro”. Ma è giunto al capolinea e “si dimetterà dalla carica di leader conservatore oggi, continuando come primo ministro fino all’autunno“.

Eugenio Palazzini

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