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Roma, 28 lug – La nomina di Marcello Foa – osteggiata duramente dalla sinistra, tanto da aver rivolto un appello a Forza Italia a non votarlo – a presidente incaricato della Rai non ha seguito le procedure parlamentari. E’ quanto contesta proprio Forza Italia al governo gialloverde. “La maggioranza, prima di proporre un suo nome per la presidenza della Rai, avrebbe dovuto avviare un’istruttoria tra i gruppi parlamentari presenti in commissione di Vigilanza Rai e solo dopo esprimere un candidato di sintesi, in grado di avere il voto dei 2/3 dei componenti, necessari per concludere l’iter. Proponendo Foa al buio, il governo ha utilizzato un metodo sbagliato. Forza Italia farà un’attenta riflessione, ma al momento il nostro voto è no“, ha affermato in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Fi alla Camera dei deputati. “Nelle prossime ore cercheremo ancora il dialogo con tutte le altre forze politiche per individuare una figura terza, di garanzia, e che possa ricevere il via libera dalla stragrande maggioranza dei gruppi parlamentari, il ruolo di presidente della Rai è troppo delicato per essere imposto a colpi di maggioranza. È il momento della buona politica, non servono inutili prove muscolari”, ha aggiunto.
Sulla stessa linea Giorgio Mulè, deputato forzista e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, ai microfoni di TgCom24: “Il metodo utilizzato dal governo ci ha sorpreso trattandosi di individuare e proporre una figura di garanzia qual è il presidente della Rai. Per una figura del genere e per la maggioranza che richiede, i due terzi e dunque non solo i voti della maggioranza, era necessario una verifica preliminare. Il governo ha inteso invece sottoporre alla Vigilanza un candidato che per le posizioni espresse e i giudizi anche su importanti figure istituzionali come il presidente della Repubblica ha incontrato immediatamente il “no” di Pd e LeU. Nessuno pensa che esista una figura che raccolga il 100 per cento dei consensi, ma il momento dell’informazione che viviamo pretendeva la più ampia condivisione. Il nome di Foa non la avrà ed è una certezza e questo contraddice lo spirito della nomina. Quanto a noi abbiamo tempo fino a mercoledì per verificare se è possibile ritrovare questa condivisione. Lo stiamo facendo e continueremo a farlo”.
“A Foa – prosegue Mulè – è stato fatto credere che la sua indicazione corrispondesse automaticamente alla nomina a presidente. Basta leggere le sue dichiarazioni di stamattina e questo dimostra ancora di più come la maggioranza non abbia tenuto in nessun conto il ruolo dell’opposizione. Metodo sbagliato, fortemente sbagliato. Foa oggi cita tra le sue qualità quelle di saper riconoscere quando si commettono errori: vediamo se inizierà questo percorso, se intenderà chiarire alcune prese di posizione sul Capo dello stato, sui diritti civili, sui vaccini. Non gli si chiede un’abiura, gli si chiede di dimostrare che è super partes, cioè un presidente di garanzia”.
Insomma, per Foa, fortemente voluto dal vicepremier Matteo Salvini alla guida del servizio pubblico radiotelevisivo, la situazione è compromessa. Le opposizioni, infatti, in una sorta di patto del Nazareno 2.0, si schierano compatte contro il giornalista indicato dal governo Lega-M5S. La battaglia a colpi di voti – ne servono 27: oltre a quelli di Lega e M5s (21 complessivamente), se ne devono trovare altri sei pronti ad appoggiare il nome di Foa –  inizia il 1 agosto commissione Vigilanza.
Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. Forza Italia, partito correlato alle tv mediaset, adesso vuole anche decidere il Presidente rai?? E si allea col PD visto che col patto del nazareno hanno governato negli ultimi anni portandoci alla fame.Speriamo che molti suoi elettori capiscano con chi si allea e lo votino ancora meno alla prossima tornata

  2. C’era una volta forza Italia….un ex partito ,ora pseudoridicolo come lo definiscono i falchi piddini, recentemente allo sbando, senza una regia,che si allea con la peggiore feccia comunistoide per evitare che la rai risorga………….. Complimenti vivissimi…………proprio uno spettacolo indegno. C’era una volta la presunta destra…….peggio dei cattocomunisti.

  3. A questo punto sarebbe bene rimestare un po’ nel torbido di certe presunte intercettazioni dove alcune parlamentari e poi ministre per meriti raggiunti “sul campo”, disquisivano sull’arte della fellatio………….
    Era il periodo della “mignottocrazia” che spero sia terminato per sempre: quelli di ora ne sono soltanto dei trascurabili rigurgiti. Perché la redazione a questo punto non incarica qualcuno dei suoi valentissimi giornalisti di fare un bel servizio sull’argomento per fare finalmente luce sulla vicenda?

  4. Forza Italia è un partito di qualunquisti e maggiordomi senza ideee che fa solo quaello che conviene al loro capetto….

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