Roma, 10 ott – I separatisti di madrelingua tedesca dell’Alto Adige tornano a farsi sentire con una nuova discutibile azione di propaganda. Ancora una volta, però, non sono persone comuni a portare in piazza il proprio malcontento contro “l’occupante italiano”, bensì i partiti altoatesini. Puntualmente infatti, il gruppo etnico tedesco dell’Alto Adige viene fomentato da sedicenti “patrioti sudtirolesi” in perenne campagna elettorale. Già, perchè a breve si terranno in Trentino Alto Adige le elezioni regionali e provinciali delle due province autonome. Al Passo del Brennero, a Prato alla Drava, a Resia, sulla Sella Staller, sul Passo di Vizze e sul monte Rombo, i separatisti hanno ricoperto i cippi di confine con una bandiera tirolese “per togliere la visibilità del confine sbagliato” a 102 anni dall’annessione dell’Alto Adige al Regno d’Italia. Insieme alla bandiera tirolese, i militanti del partito Süd-Tiroler Freiheit hanno posto delle targhe nella quali se la prendono direttamente con la vincitrice delle elezioni italiane, Giorgia Meloni.

102 anni fa l’annessione dell’Alto Adige all’Italia

Questa volta, i separatisti altoatesini hanno scelto un momento molto importante ed evocativo per rispolverare le loro bandiere. Oggi, lunedì 10 ottobre, ricade infatti il 102mo anniversario dell’annessione dell’Alto Adige al Regno d’Italia (10 ottobre 1920). Ma, se quello commemorativo è un motivo, l’altra motivazione colta dal gruppo di politici altoatesini non poteva che essere quella politica. I militanti separatisti si sono infatti accodati alla lunga fila di oppositori di Giorgia Meloni. Per non essere di meno agli Schuetzen che hanno manifestato contro il Fascismo la scorsa settimana a Bolzano, i Süd-Tiroler Freiheit, partito autore della protesta, accuserebbe la vincitrice delle elezioni italiane di voler riproporre, con Fratelli d’Italia, un “modello fascista” in Alto Adige. Insomma, ancora la Meloni si deve insediare con i suoi e già quotidianamente continuano le proteste per ciò che avvenne un secolo fa e che, probabilmente, da FdI non sarà ahimè rivendicato. Assieme alle bandiere tirolesi che avvolgono i cippi di confine, infatti, è stata apposta una targa, con la quale viene chiesto al futuro Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di restituire l’Alto Adige all’Austria.

L’appello a Giorgia Meloni per annettere l’Alto Adige all’Austria

In una conferenza stampa avvenuta proprio al confine del Brennero, i membri di Süd-Tiroler Freiheit, Sven Knoll, Myriam Atz-Tammerle, nonché Eva Klotz, storica politica altoatesina di madrelingua tedesca figlia dell’ex Wehramacht e dinamitardo di Ein Tirol, Georg Klotz, hanno presentato ai media la loro nuova “campagna di riflessione”. “Oggi stiamo volutamente sottraendo la visibilità al confine sbagliato”, hanno affermato i rappresentanti di STF. “Coprendo il cippo del Brennero con la bandiera tirolese dimostriamo che non siamo al confine, ma nel mezzo del Tirolo. L’Italia non deve avere spazio al passo del Brennero. Visti gli attuali sviluppi politici in Italia e in Europa, è importante ricordare che tali confini ingiusti e l’annessione di territori stranieri non devono mai essere accettati”. Nel corso della conferenza stampa, i separatisti hanno poi avvertito che la leader di FdI, Giorgia Meloni, starebbe cercando di conquistare il pubblico europeo con “un approccio intimo fascista”. L’esempio più recente a sostegno dell’affermazione dei militanti della Klotz, sarebbe la “traballante condanna (di FdI) dell’annessione dei territori orientali ucraini da parte della Russia”.

Il paragone tra l’Alto Adige e le regioni ucraine occupate dalla Russia

Secondo le dichiarazioni dei separatisti, “se la Meloni – giustamente – fa notare che l’annessione di questi territori (ucraini) è ingiusta e politicamente priva di senso, in quanto avvenuta a seguito di una guerra di aggressione e contro la volontà della popolazione, qui sul passo del Brennero oggi le ricordiamo (a Giorgia Meloni) che l’Italia si comportò allo stesso modo con l’Alto Adige, annesso all’Italia dopo una guerra di aggressione imperialista – e soprattutto contro l’espressa volontà della popolazione altoatesina – il 10 ottobre 1920”. Per i separatisti, dunque, gli standard che Meloni applica alla Russia devono valere anche per il suo Paese. “Signora Meloni, dimostri al mondo che può fare affidamento sulla sua parola e restituire l’Alto Adige!”.

Ma l’Alto Adige è Italia

La storia, però, ha dei fondamenti incontrovertibili a prescindere dalla ragione ideologica con cui la si guarda. L’aggressione imperialista di cui parlano i separatisti, di fatto, non fu certo mossa dagli italiani ma, bensì, dall’Impero austroungarico (imperialista) che, molti anni prima, occupò non solo il Trentino Alto Adige ma gran parte del nord Italia. Anche la storia più antica del discusso Alto Adige, però, si svela come un confine naturale tra territori e genti italiche con le terre più fredde e germanofone del nord. Grandi studiosi contemporanei, così come gli antichi storici romani, ponevano l’Alto Adige come terra di confine e ponte, naturale, commerciale e culturale tra popoli della Mitteleuropa e mediterranei. Lo stesso Otzi, la mummia di cinquemila anni ritrovata nel 1991 tra i ghiacciai del Similaun, ne è un chiarissimo esempio. Al momento del suo ritrovamento, infatti, la mummia del Similaun aveva con sè una rudimentale ascia ottenuta con della pietra proveniente dall’Etruria, segno inconfondibile dei rapporti che i popoli dell’attuale Alto Adige avevano e prediligevano con il resto della penisola. Prima dell’occupazione bavarese dell’Alto Adige, tra il 1700 e il 1800, persone di madrelingua italiana, ladina e tedesca convivevano beatamente in questa terra con rispetto e commerciando tra loro. L’introduzione forzata dell’obbligo linguistico, prima tedesco e poi italiano, però contribuirono ad innescare violente contrapposizioni, politiche e popolari, che, purtroppo, ancora oggi sedicenti revanscisti continuano a fomentare.

Andrea Bonazza

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8 Commenti

  1. coglioni funzionali , la Italia da agevolazioni enormi a tutti , ma la leggete la Costituzione o state su twitter a spolliciare stronzate?

  2. visto che siamo in europa, potremmo risolvere la questione alla zelensky: bombardiamoli, piangiamo e facciamoci riempire di armi e denaro da tutto l’occidente

  3. Voglio sapere in quale momento preciso della storia l’Alto-Adige/Tirolo del sud/sudtyrol è stato austriaco. E appartenuto all’impero austroungarico ma mai all’Austria

  4. Se l’Austria è d’accordo, dateglielo.
    Ma rivendichiamo Vienna, l’antica Vidibona fondata dai Romani.

  5. La soluzione a mio avviso corretta è quella che ha adottato il Regno Unito con i separatisti scozzesi. Un referendum. Se vince il SÌ si da il via libera ai negoziati per la cessione dei territori all’Austria (sempre che li vogliano); in caso di vittoria del NO i separatisti zitti e buoni e se vogliono si trasferiscano loro in Austria.
    Lo stesso farei per i TLT.
    Secondo me l’Italia ci guadagnerebbe a liberarsi di questi territori parassiti

  6. Come è difficile far comprendere l’ ovvio, una gran parte della Ucraina è prevalentemente russa, il basso Tirolo è prevalentemente italico, storicamente, geograficamente, politicamente. Le minoranze dovrebbero far ponte, cultura costruttiva e beneficiarne per questo senza pretendere oltremodo arrivando pure talvolta a rompere i c. servendo addirittura la guerra per conto terzi.

  7. Il Conte del tirolo era un asburgo, il regno d’Austria nasce dopo Napoleone e l’impero Austroungarico nasce ai tempi dell’unità d’Italia. Prima c’era il “sacro romano impero alemanno” o “primo reich” di cui gli asburgo ne sono stati a lungo imperatori. Con la WW1 il tirolo è stato diviso al Brennero, Tirolo del nord ed a S.Candido, Tirolo orientale all’Austria ed il resto all’Italia.

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