Baghdad, 4 gen – Sono migliaia i cittadini iracheni scesi per le strade di Baghdad per partecipare alle esequie di Qassem Soleimani, il generale iraniano assassinato da un raid Usa. Sono accorsi scandendo il coro “Morte all’America”, mentre il presidente iraniano, Hassan Rohani, minaccia: “Non si sono resi conto di quale grande errore hanno fatto, vedranno gli effetti di questa azione criminale non solo oggi, ma negli anni a venire. Il crimine dell’America rimarrà nella storia tra i più grandi commessi contro il popolo iraniano”.



La cerimonia funebre ha avuto luogo sia a Bagdad che nelle due città sante sciite di Najaf e Kerbala. Secondo quanto riportato dall’emittente Press Tv, la salma di Soleimani sarà trasferita in Iran al termine delle funzioni religiose. La processione ha seguito, oltre al feretro del generale, anche quello del suo principale collaboratore in Iraq, Abu Mahdi al-Muhandis, il ‘numero due’ di Hashed al-Shaabi, la coalizione di milizie filo-Teheran, integrate nelle forze di Bagdad, anche lui caduto vittima dell’attacco Usa ordinato dal presidente Trump.

L’agenzia di stampa Irna riporta che l’ambasciatore iraniano in Iraq, Iraj Masjedi, ha dichiarato che gli iracheni sono stati fermi nell’intenzione di voler svolgere i funerali di Soleimani a Bagdad. Il corteo ha mossi i primi passi dal quartiere di Kazimiya a Bagdad, baluardo sciita nella capitale irachena, in direzione della Green Zone, l’area in cui si trovano gli edifici governativi e le ambasciate e dove avrà luogo il funerale ufficiale. I pick-up che trasportavano le bare dei cinque iracheni erano sormontati dalla bandiera nazionale: hanno attraversato la folla composta da migliaia di persone vestite di nero. La bandiera della Repubblica islamica, invece, era in mostra sui feretri dei cinque iraniani.

Cristina Gauri

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