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Roma, 28 set – Sorpresa, secondo gli economisti, aumentare il reddito pro capite africano non farà diminuire le migrazioni. Anzi, le farà aumentare, almeno nel breve e medio periodo. Secondo le stime di Bruegel, un think tank di Bruxelles, solo sette dei 47 paesi dell’Africa sub-sahariana hanno un reddito pro capite che si attesta tra i 7.000 e i 10.000 dollari l’anno, che è la soglia che effettivamente scoraggerebbe le partenze. Almeno fino al 2030, tutti gli altri staranno sotto tale soglia. Per quella data, in quei Paesi vivranno poco più di un miliardo di abitanti. Ora, secondo gli esperti, qualsiasi aumento di reddito fino a quella soglia favorirà ancora di più le partenze, anziché frenarle.



Michael Clemens, economista dello sviluppo al Iza Institute of Labor Economics, fa l’esempio del Niger: se un cittadino di quel Paese ha un reddito annuo di circa 1000 dollari, aiutarlo a raddoppiare tale cifra significherebbe solamente stimolarlo ancora di più a partire, dato che 2000 dollari l’anno sono comunque molto meno del (teorico) guadagno che lo aspetterebbe in Europa. L’emigrazione verso l’Europa, del resto, è un’operazione molto dispendiosa. Avere 2000 dollari annui, anziché 1000, renderebbe quindi più alla portata le spese del viaggio. Fino a he l’aumento non diventa concorrenziale con i redditi europei, ogni aumento di reddito verrà investito in viaggi verso l’Europa. È del resto questo il motivo per cui i Paesi con redditi medi forniscono più immigrati di quelli poverissimi.

Va da sé che, in questo quadro, il punto di equilibrio in cui le emigrazioni possano cessare verrà raggiunto quando l’Europa sarà già stata etnicamente sfigurata. E questa è la migliore delle ipotesi, perché il fatto che nei prossimi decenni la quasi totalità degli Stati africani possa migliorare in modo consistente il livello di benessere generale appare di fatto piuttosto ottimistica. La verità è che la cessazione dell’immigrazione dipende solo da una profonda decisione politica, che sottragga queste dinamiche ai meccanismi astratti del mercato e della “libertà di circolazione”.

Roberto Derta

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3 Commenti

  1. in ogni caso,un Paese che non riesce a trovare soluzioni per i 250.000 disoccupati della sola Sardegna…che pensi davvvero di risolvere i problemi di un Botswana è abbastanza grottesco.

    a proposito…altro dato allucinante del continente africano -a mio avviso la vera causa profonda di tutti i mali- il fatto che quando ebbi i natali mia sorella (non mia nonna o bisnonna) contava UN MILIARDO di abitanti di meno,con una crescita stimata attuale di 25/30 milioni di nuovi nati all’anno;

    tradotto: anche se tutti i Paesi UE accogliessero la cifra MONSTER di 1 milione di africani ogni anno….la situazione rimarrebbe esattamente tale e quale in Africa,trasformando (forse non in meglio) il nostro solo Patrio per sempre.

    auguri per le generazioni di domani quando le varie Chienge,Boldrin,Beroglio (e come diavolo si chiamano) saranno morti e sepolti politicamente parlando,ma il disastro da loro ispirato sarà irrecuperabile quanto tangibile nella sua devastazione attiva.

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