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Roma, 10 apr – Il Vaticano ha deciso di aprire un’inchiesta sul caso Orlandi. E’ dal 1983, anno della sparizione della ragazza, la famiglia ha cercato di capire dove sia finita la giovane Emanuela, all’epoca quindicenne.

La pista della tomba nel Cimitero Teutonico

La famiglia Orlandi, agli inizi di Marzo, ha presentato una settimana fa un’istanza: in essa si chiede di avere informazioni a proposito di una tomba nel cimitero teutonico Vaticano. Qui ci sarebbe, accostata ad una parete, la statua di un angelo che nelle mani tiene un cartiglio con su scritto in latino “Requiescat in pace” ovvero “Riposa in pace”. Laura Sgrò, legale della famiglia Orlandi, avrebbe infatti ricevuto una lettera in cui ci sarebbe scritto che i resti della la quindicenne Emanuela, sparita nel nulla ormai nel lontano 1983 si troverebbero proprio sotto quella statua. L’avvocato ha dunque preso contatti con il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, chiedendo l’apertura del sepolcro per le opportune verifiche.

“Verità e giustizia per Emanuela”

La “pista” della tomba è quella ad ora, quindi, che reggerebbe il “banco”. Non è sicuro se la Santa Sede abbia deciso dare seguito a un’indagine che approfondisca proprio questa traccia, seguendo, quindi, le richieste della famiglia. Ma quel che è certo è che in Vaticano hanno finalmente deciso di approfondire una vicenda che da sempre getta ombre sinistre sull’operato della Chiesa in tale frangente. Il fratello di Emanuela Orlandi, Pietro, dichiara: “Dopo 35 anni il Vaticano finalmente indaga ufficialmente sulla scomparsa di mia sorella. Speriamo  che sia arrivato finalmente il momento per giungere alla verità e dare giustizia a Emanuela”.

Ilaria Paoletti

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