Roma, 20 mar – Aldo, nel primo film “solista” orfano del trio Scappo a casa  interpreta un uomo che vive a Milano, parte in direzione Budapest ma si ritrova è senza soldi e documenti, e viene scambiato per immigrato clandestino tunisino. Finito in un centro di accoglienza, si unisce a degli immigrati africani per cercare di entrare illegalmente in Italia.

“Guardare oltre le proprie paure”

Baglio dichiara così a proposito del tema del film, quello assai alla moda (ma raramente affrontato con i sacri crismi) dell’immigrazione: “Non è una storia sull’immigrazione, è un tema troppo grande e delicato: la mia  è la storia di un uomo superficiale che scopre quanto è bello guardare oltre le proprie paure e le proprie resistenze. Fino a rischiare la vita per gli altri.”. Ma poi, la dichiarazione “politica” la fa comunque:  “Mettere su un muro non risolve nulla e non ferma certo questa valanga di persone che migrano“. E ricorda il “razzismo” nei suoi confronti: “Mi chiamavano “terrone” ma “mi è sempre scivolato addosso, anche perchè eravamo tanti, eravamo più terroni che milanesi. E poi anche a scuola, basta poco per sentirsi isolati. A me successe anche da comico, dopo una serata di Zelig cercavo di parlare in cerchio fuori con altri comici e quelli continuavano a spostarsi per escludermi”.

“Un film estremamente politico”

L’attore francese Jacky Ido prende una posizione molto netta: “Questo è un film estremamente politico – dice – una delle ragioni che mi ha spinto a farlo è il fatto che affronta tutti questi problemi, ma si concentra poi sull’umanità, cosa che spesso manca ai politici“. Il regista, Enrico Lando, è quello del film I soliti idioti. Racconta: “Aldo ha voluto incontrarmi, la sintonia tra noi è stata immediata. Abbiamo cercato di fare un film che promette molte risate ma anche momenti di riflessione, sulla scia della grande commedia all’italiana del passato. Ma niente satira sociale, piuttosto il sorriso”. Perchè per fare satira, spesso si tende a dimenticarlo, c’è bisogno di molta arguzia: allora è meglio “buttarla” sulla riflessione col sorriso, che si rifà ai cosiddetti buoni sentimenti  – quelli che i nostri cineasti dimenticano di avere nei confronti dei loro connazionali.

Ilaria Paoletti

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13 Commenti

  1. Ha deciso di fare carriera, il signor Aldo Baglio… Niente paura: troverà di sicuro qualche merdaccia di radical chic (che magari ha sputato sulla sua comicità fino a ieri) pronta a trovare nel film “spunti intetessanti, semplici ma non banali”.
    Staremo a vedere se il pubblico sarà ugualmente benevolo nei suoi confronti… Io personalmente spero che questo film sia un fiasco totale, assoluto, clamoroso.

    • Lo sarà, caro Piero, lo sarà. E’ finito il tempo delle mele per questa gente, comincia – per citare il mio Comandante di Battaglione alla naja – quello degli uccelli paduli.

  2. Ignobile e miserabile servo dei comunistoidi sorosiani,ennesimo esempio di traditore anti italiano,arrampicatore sinistro, cortigiano ed accolito della peggiore fecciaglia comunista ,costituita da pseudo politici ed intellettuali parassiti che controllano la tv e la stampa……per non parlare dell’indegno cinema italiota. Nani immorali.

  3. Potevi andare a fare il volontario nei paesi sotto sviluppati e aiutare le persone concretamente invece di fare questo film!

  4. Ecco bravo, accodati al carrozzone pseudoculturale dell’intellighenzia sinistrata..vomitevole tanta presunzione nel credere alla propria superiorità morale&etica. Poi il parallelismo della grandiosa (compresi i suoi mattatori quasi tutti, ahimè, defunti) commedia all’italiana con questo filmetto buonista e ruffiano è odioso.
    Dai terùn, vedrai che il prossimo film lo farai col Virzì di turno o col vecchio Nanni

  5. La valanga di persone che migrano si chiama invasione, idiota. Passato sul libro paga dei soliti merda come lei, adesso fa il filosofo, le invasioni in Sicilia non le conosce, non sa che una volta erano biondi con occhi azzurri in meridione e non un mix genetico del basso mediterraneo… Faceva schifo prima adesso da solista ancora di più.

  6. La classica “prostituzione intellettuale”.Strizzare l’occhio al pensiero dominante per avere un pò della sua sbobba.
    Spero sia uno di quei film che finisce nella spazzatura.
    Non abbiamo proprio bisogno di racconti formato Libro Cuore sull’immigrazione massiva,o meglio dicasi invasione.

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