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Roma, 23 nov –  Lucio Battisti era sorvegliato dai servizi segreti italiani e statunitensi? Secondo quanto svela un’intervista allo storico e consulente di magistrati in tema di intelligence Aldo Giannulli e al projet-manager delle strategie di comunicazione dello Stato maggiore dell’Esercito Roberto Di Nunzio, in un’intervista che domani sarà pubblicata su Rockol.it, sembrerebbe di si: “Fui io a trovare la nota confidenziale dei servizi segreti che attribuiva a Lucio Battisti un ruolo di finanziatore dell’estrema destra“, dice Giannulli.



“Battisti finanziava il Comitato Tricolore di Tedeschi (Msi)”

“Nel corso di un’indagine della procura della repubblica di Milano sulle stragi degli anni Settanta mi imbattei in una serie di documenti dell’Ufficio Affari Riservati, il servizio segreto del ministero dell’Interno”, racconta ancora lo storico. “Tra quei fogli vi era un’informativa che indicava Lucio Battisti come sovvenzionatore del Comitato tricolore, organizzazione fondata da Mario Tedeschi, senatore del Movimento sociale italiano e direttore del settimanale ‘Il Borghese’, per aiutare gli attivisti di estrema destra che avevano guai con la giustizia. Il Comitato tricolore svolgeva in sostanza a destra le funzioni che a sinistra erano prerogativa del Soccorso rosso“.

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“Ma per Lauzi votava repubblicano”

Giannuli, tuttavia, non crede molto alla ricostruzione: “Io che simpatizzavo per l’estrema sinistra, ma che ero un acceso ammiratore di Lucio Battisti non detti molto peso a quel documento: ero abituato a leggere tra le note confidenziali dei servizi segreti parecchie balle stratosferiche che servivano soltanto a far incassare quattrini agli informatori”. Arrivò a parlarne col cantautore genovese Bruno Lauzi, molto amico di Battisti e di Mogo: “Anni dopo mi capitò di parlarne con Bruno Lauzi. Mi disse che Battisti secondo lui votava per il Partito Repubblicano e che non era certo il tipo che sovvenzionava qualcuno o qualcosa: troppo avaro per sborsare un solo quattrino, tantomeno per la politica che era l’ultimo dei suoi pensieri“. Nella medesima intervista, a quanto anticipa Adnkronos, Giannuli rivela che i servisi segreti sorvegliavano non solo Battisti, ma molti altri cantanti e cantautori celebri, come Fabrizio De André, Milva e Gianni Morandi. Se la cosa venisse confermata – cosa che raramente accade per rivelazioni vecchie di quarant’anni – certe “leggende metropolitane” sul Battisti fascista e finanziatore di organizzazioni di destra troverebbero romanticamente conferma.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. Barzelletta per il popolino. Quasi a voler criticare che, insieme a Mina, non facesse parte del carrozzone canoro political-rincoglionente.

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