Roma, 9 giu – Alle sfide e alle imprese, l’alpinista lucchese Riccardo Bergamini, ci ha ormai abituato. Ma scalare una montagna non è mai facile, serve tenacia, costante applicazione e una buona dose di coraggio. Nulla può essere dato per scontato e Bergamini, di cui il nostro giornale è stato media partner, questo lo sa bene. Il 43enne toscano è partito così alla volta dell’Alaska per tentare la scalata al monte Denali (6194 metri), ovvero la cima più alta di tutto il Nord America. Si tratta di una montagna difficile da salire perché vicina al circolo polare artico e dunque tra le più fredde al mondo. Il Denali fa poi parte delle cosiddette “Seven Summits”, ovvero le sette montagne più alte di ciascuno dei sette continenti della Terra.

Bergamini punta ad arrivare in vetta verso il 20 giugno, per poi ripartire di nuovo a ottobre: ancora una volta la destinazione sarà l’Himalaya, zona Everest, il tetto del mondo. In Alaska l’alpinista lucchese tenterà l’impresa insieme all’amico Matteo Stella di Courmayeur, alla prima esperienza extraeuropea, a differenza di Bergamini che ha effettuato scalate oltre i 7-8000 mila metri senza l’ausilio di bombole d’ossigeno tra Nepal, Kirghizistan e Tibet, oltre ad altre importanti vette in Perù e Cina. I due alpinisti italiani saliranno il Denali senza l’aiuto di guido o portatori.

Cuore e coraggio


“Le temperature polari e l’avvicinamento in piena autonomia, trasportando tutto il materiale (circa 60kg) su una slitta trascinata a spalla, saranno le prime criticità. Ci vorranno 5/6 giorni di avanzamento sul ghiacciaio per salire alla quota di circa 4400 metri, per il vero attacco alla vetta. Ogni sera ci monteremo una piccola tendina dove passeremo le notti e ci cucineremo la cena. Saremo in due, con me un amico alpinista di Courmayeur alla sua prima esperienza di questo tipo. Dobbiamo sperare di non subire troppe abbondanti nevicate e il forte vento. Questo rallenterebbe sicuramente la salita”, ha dichiarato Bergamini.

Partner dell’alpinista lucchese sarà il marchio di abbigliamento Pivert. E proprio nei confronti della sua città, Bergamini ha un pensiero particolare: “In ottobre tornerò in Nepal per salire una montagna alle pendici dell’Everest, portando in vetta un po’ di solidarietà ai bambini lucchesi che purtroppo soffrono anomalie fisiche, ma non per questo meno belli dei propri coetanei. Vorrei lasciare o fotografare in cima alla montagna i loro disegni e le loro foto”. Non solo caparbietà e coraggio dunque, anche tanto cuore. Forza Riccardo e forza Matteo, alla vetta.

Eugenio Palazzini

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