Roma, 20 mar – In Argentina il calcio è una religione e ogni religione ha il suo Dio. Il “Dio del Calcio” è Diego Armando Maradona. Questa definizione nacque spontanea – vedendolo giocare – ma prese sempre più i caratteri ufficiali dopo il famoso gol di mano contro l’Inghilterra, quando il giocatore definì il proprio tocco come “la Mano de Dios”.

La prima pietra

Il 30 ottobre 1998, a Rosario, quattro giornalisti decidono di festeggiare il giorno della nascita del Pelusa come fosse Natale, in maniera goliardica. Con lo stesso spirito, nel 2001 viene inaugurata la nuova religione, sancendo l’inizio dell’Era Maradoniana nel 1960 come ‘anno 0’. Dopo la prima pietra, hanno iniziato ad apparire un murales, i comandamenti, l’altare, la cappella, i sacramenti. Nel corso degli anni, lo spirito goliardico venne sostituito da un vero e proprio culto, che oggi conta circa 850mila seguaci in tutto il mondo, tra i quali ci sono anche personaggi illustri come i giocatori Ronaldinho, Michael Owen, Riquelme, Lionel Messi, l’ex cestista argentino Emmanuel Ginóbili e Francisco Cornejo, uno dei primi allenatori di Diego.

“La differenza tra Maradona e Dio è che del primo abbiamo le prove che sia esistito”, queste le parole di un discepolo che ha battezzato le due figlie, Mara e Dona, con il rito dell’Iglesia Maradoniana.

La dottrina maradoniana

Lo scopo del credo è quello di mantenere vivo il ricordo e il piacere dato dalle giocate del D10S Maradona (tetragramma formato dalla parola spagnola Dios (Dio) fusa con il numero 10 della maglia del giocatore argentino). L’unico vero riferimento è la bibbia Yo soy el Diego, ovvero l’autobiografia del giocatore. La religione ha modificato alcuni dei sacramenti e delle festività cristiani come il Battesimo, il Matrimonio che avviene giurando sul libro e su un pallone da calcio, il Natale che viene festeggiato la notte tra il 29 e il 30 ottobre di ogni anno e la Pasqua, celebrata il 22 giugno, giorno in cui si giocò nel 1986 la partita Argentina-Inghilterra, nella quale Maradona segnò prima il gol della Mano de Dios poi quello che, ancora oggi, è considerato “il gol del secolo”. Non mancano le preghiere, come il “Diego nostro”, il “Credo” o “Salve D10s”.

I 10 comandamenti

1) Il pallone non si disonora, come ha proclamato D10S nel suo libro.

2) Ama il calcio sopra tutte le cose.

3) Dichiara il tuo amore incondizionato per il calcio.

4) Difendi la maglia dell’Argentina, rispettando la gente.

5) Diffondi la parola di Diego Maradona in tutto l’universo.

6) Loda i templi dove predicò e i loro manti sacri.

7) Non proclamare il nome di Diego in nome di un unico club.

8) Segui i principi della Chiesa maradoniana.

9) Usa Diego come secondo nome e chiama così uno dei tuoi figli.

10) Non essere una testa da boiler e non farti scappare la tartaruga.

L’Iglesia Maradoniana continua la predicazione apostolica anche, e soprattutto, dopo la morte de El Pibe de Oro. Per alcuni si tratta di blasfemia, per altri è semplicemente una parodia. Di sicuro, anche questo strano rito – oltre chiaramente alle grandi giocate di Maradona – garantirà l’eternità del mito. Amen.

Francesco Campa

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