
Insomma, nel migliore dei casi (migliore per lei, si intende), la candidata democratica è poco sopra, nel peggiore (idem) è stata addirittura superata da Trump. Il finale che sembrava già scritto sembra invece molto più incerto e, comunque vada, il verdetto sarà comunque sul filo di lana. Ci si mette, poi, la complessità del sistema politico americano, in cui non sempre chi ha più voti globali vince, dato che c’è il fattore Grandi Elettori. L’elezione del presidente americano è tecnicamente un’elezione di secondo grado: i cittadini eleggono 538 delegati, il presidente è eletto almeno dalla metà di questo numero più uno, ovvero 270 Grandi Elettori. I quali sono però assegnati in base a criteri non proporzionali, quindi diventano cruciali gli stati in bilico. Ebbene, in alcuni di questi stati Trump starebbe riaprendo i giochi. In Florida, RCP vede la DEM a 46,4 e Trump a 44,8, ma il sondaggio di Bloomberg ha Trump davanti per 45 a 43. In Ohio, Trump supera la Clinton per 44,8 a 43,7 nella media RCP e per 46 a 42 secondo Remington Research (società vicina al GOP). In Iowa Trump è primo per 41,7 a 38 nella media RCP, e batte 43 a 39 Hillary (Des Moines Register). In Nevada la media RCP premia ancora la Clinton, 45,3 a 43,3, ma l’ ultimo NBC/WSJ vede la coppia appaiata a 43, e il Remington dà a Trump un vantaggio di 3 punti (47 a 44).
Giuliano Lebelli
1 commento
vince TRUMP. tutti i sondaggi sono falsati dall’effetto “Silvio” quando ai sondaggisti ti vergognavi di dire che votavi per lui,ma poi nelle urne tutto cambiava.