11752439_974591255938884_9121535671762345965_nTrento, 5 ago – La Torre Civica di Trento che svetta su piazza Duomo è un cero fumante. Sono le 11 di mattina quando le prime immagini fanno la loro apparizione sui siti dei giornali locali. L’intervento dei vigili del fuoco è immediato ma la particolare costituzione della torre con solai in legno e la sua altezza (43 metri fuori terra) rendono l’intervento difficoltoso e ci vuole più di un’ora prima che l’incendio si estingua.

Eretta intorno all’anno mille e innalzata a più riprese di altezza è parte integrante della prima residenza vescovile ed è da sempre simbolo inconfondibile della città di Trento insieme alla statua del Nettuno. Nel corso dei secoli aveva svolto i più vari compiti: difensivi ma fu anche dimora della campana del Guardia e la campana della Rason che chiamava a raccolta i cittadini per le esecuzioni capitali e per le udienze del podestà. Dotata di orologio meccanico fino dal 1448 era stata anche prigione sotto il controllo diretto del 11825920_974591285938881_2088247263012990334_nVescovo prima e del comune di Trento dal XVI secolo in poi.
Tra il 2009 e il 2011 era stata oggetta di un complesso intervento di restauro costato secondo le stime intorno 940.000 euro e nel febbraio 2012, grazie a questo intervento, il Comune aveva deciso di riaprire la Torre al pubblico con un ottima affluenza nonostante il numero di accessi limitatissimo.
Nel 2013 aveva ospitato anche il braciere della XXVI edizione invernale delle Universiadi.
Il sindaco di Trento Andreatta esclude in maniera netta ogni atto doloso e si pensa a un cortocircuito elettrico.
Su Facebook intanto la popolazione si chiede come sia possibile che la Torre non fosse dotata di alcun sistema di allarme visto che, stando alle prime notizie, l’intervento dei vigili del fuoco è stato richiesto dai passanti che hanno visto alzarsi il fumo dalla Torre.
Stefano Casagrande

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