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Roma, 3 mag – Una casa editrice pubblica libri, dunque può partecipare a un Salone del Libro. Nella fattispecie quello di Torino. Che incredibile notizia, pensare che noi ci aspettavamo di vedere il gazebo di una casa editrice a un mercato ortofrutticolo. Eppure, visto che Altaforte Edizioni, ovvero la casa editrice in questione, non piace ai gendarmi del pensiero unico e addirittura ha osato pubblicare un libro-intervista a Matteo Salvini, qualcuno ha pensato bene di scatenare una stucchevole polemica.



“Altaforte Edizioni è una casa editrice di recente formazione – si legge nel comunicato della casa editrice in risposta alle incredibili contestazioni levatesi nelle ultime ore – che pure nella brevità della sua esperienza è già in grado di vantare la pubblicazione di una serie di testi di autorevoli scrittori, spesso accompagnati da prefazioni di importanti rappresentanti del mondo del giornalismo e della cultura nazionale; parimenti, alla nostra attività risultano affiliate – per la loro diffusione a nostro tramite – numerose altre iniziative editoriali”.

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“Tanto noi, quanto le altre Edizioni da noi distribuite, rappresentiamo operatori puri del campo editoriale, senza alcun riferimento a soggetti di natura politica o partitica. Ciò, ovviamente, non impedisce che la nostra attività si svolga con particolare attenzione alla rappresentazione dell’area culturale oggi riferita – nella sintesi comunicativa – come “sovranismo”. Anche se non tutti i testi editati, ed ancor più quelli in prossima uscita, appartengono alla stessa area di riferimento, non abbiamo mai fatto mistero della nostra collocazione né agli autori, né alla distribuzione o al mercato. E non crediamo che l’avere una sensibilità precisa possa rappresentare impedimento all’esercizio di attività editoriale, giacché non risulta che ben più blasonati competitori nel panorama nazionale di settore si siano sin qui distinti per terzietà di messaggio e di linea comunicativa”, si legge ancora nel comunicato pubblicato sulla pagina Facebook della casa editrice.

Chi ha paura delle idee?

Di qui la decisione di partecipare al Salone del Libro: “Senza nascondere natura ed identità della nostra collocazione, ci siamo quindi accreditati nelle forme richieste presso la Segreteria dell’evento, che ha successivamente provveduti a darci comunicazione dell’accettazione della nostra richiesta, con attribuzione dello spazio all’interno dell’area espositiva e con pronto adempimento da parte nostra – nei tempi e modi richiesti – di quanto dovuto. Né davvero alcuno può pensare che un’entità qualificata come il Salone del Libro di Torino, partecipato da associazioni e fondazioni di natura pubblica e privata, riconosciuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e sostenuto – tra gli altri – dalle istituzioni regionale e cittadina e dalla televisione pubblica, decida partecipazioni o esclusioni ad iniziative editoriali e culturali sulla base di affinità o lontananze politiche di questo o quel rappresentante o – peggio – condizionato dagli strilli scomposti di questo o di quell’irrazionale tifoso”.

Minacce a chi pubblica libri

Tutto lineare, non si vede proprio cosa possa esserci di anomalo o contestabile. Ma Altaforte Edizioni ha dovuto “apprendere con stupore che taluni nostalgici di una stagione di contrapposizione violenta e frontale, reclamerebbero una nostra immotivata esclusione dalla manifestazione cui – a pieno titolo – parteciperemo esponendo il nostro prodotto e prendendo atto di quello altrui”. Precisando poi, giustamente, che non “è da questi polverosi epigoni degli opposti estremismi che intendiamo accettar lezioni, soprattutto in ordine alla possibilità di ampliare una offerta culturale che per troppo tempo – e per motivazioni che non è questa la sede opportuna per argomentare – è stata in Italia rappresentata con uno strabismo ideale monodirezionale”.

La casa editrice però ha pure subito minacce sui social, ma non si fa intimidire: “Al fine di ribadire la nostra indisponibilità a transigere verso quanti – in queste ore – ci stanno rivolgendo direttamente e sulla rete messaggi minacciosi ed ingiuriosi, comunichiamo l’intendimento di coinvolgere forze dell’ordine e polizia postale nella loro identificazione, senza esclusione alcuna, per procedere a querele, denunce, e richieste di risarcimento per le ingiuriose affermazioni di cui siamo stati fatti oggetto, ed a tutela del buon nome della nostra impresa, voce nuova nel dibattito culturale, rappresentativa di una sensibilità diffusa a dispetto di quanto si pretenderebbe in asfittici salotti sempre più privi di credibilità ed autorevolezza”, precisa Altaforte che invita poi i lettori a recarsi al Salone del Libro di Torino augurandosi un “ricco e sereno confronto di idee”.
Lo auspichiamo anche noi.

Alessandro Della Guglia

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5 Commenti

  1. Attenzione, il Paraculo di Dagospia vi prende per i fondelli:

    EDITORIA SOVRANA – MATTEO SALVINI SCEGLIE LA CASA EDITRICE “ALTAFORTE”, MOLTO VICINA A CASAPOUND, PER FAR PUBBLICARE IL SUO LIBRO-INTERVISTA – L’EDITORE È FRANCESCO POLACCHI, NOTO PER ESSERE IL CAPO DEL MARCHIO DI MODA PIVERT, QUELLO DEL GIUBBOTTO COL PICCHIO CHE PIACE TANTO AI “FASCISTI DEL TERZO MILLENNIO” E CHE IL TRUCE INDOSSÒ ALLO STADIO UN ANNO FA…

    https://www.ilprimatonazionale.it/cultura/altaforte-salone-libro-torino-gendarmi-minacce-116376/

    Ignoratelo ma sappiate che sarà sempre contro di voi perché ammanicato col potere che conta che gli fa qualche spifferata che si può pubblicare, il resto delle spifferate, quelle che contano per davvero, se le tiene per lui, insomma, un personaggio cinico da evitare sempre come la peste!

  2. Attenzione, ieri sul canale 9 del digitale terrestre, nel programma “Crozza Live”, sia CasaPound che la Casa Editrice “AltaForte” sono stati oggetto di pesante scherno da parte di Maurizio Crozza, ecco qui la puntata:

    https://it.dplay.com/nove/fratelli-di-crozza/stagione-3-episodio-10-del-3-maggio-2019/

    Insomma, vi ha preso per fascistoni ignoranti con gli anelli al naso, ergo, si tanti nemici tanto onore, ma sappiate anche regolarvi bene con loro nel senso che se eventualmente un giorno dovessero invitare un esponente di punta di CasaPound molto probabilmente gli tenderanno un’imboscata come quando Simone Di Stefano andò ospite da Corrado Formigli a Piazza Pulita, quindi meglio per voi evitare altre eventuali imboscate televisive del genere!!

    Saluti.

    TheTruthSeeker

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