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Roma, 10 lug – In principio era Il Campo dei Santi: un’ondata sterminata in arrivo, tutta insieme, da un terzo mondo pagano che travolgeva innanzitutto la Francia profonda. Così, nel 1973, Jean Raspail vedeva l’avanzata del caos. Ma se l’anziano scrittore monarchico ha così conquistato la palma del profeta dell’apocalisse, Laurent Obertone rischia di guadagnare quella del suo cronista. Il 14 luglio, Signs Publishing porta nelle librerie italiane il romanzo Guerriglia, un fenomeno editoriale che senza alcuna campagna promozionale, solo tramite il passaparola, pochi giorni dopo la pubblicazione in Francia aveva già venduto oltre 15.000 copie. Nel 2010, è lui ad accompagnare Michel Houellebecq alla cena privata con l’allora Presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, in occasione del conferimento del Prix Goncourt all’autore di Sottomissione. Quest’ultimo presenta Obertone come “il grande polemista di domani”. “Il mio non è un romanzo di anticipazione poiché il crollo descritto nel libro ha già largamente avuto luogo”, ha dichiarato non a caso l’autore.



Guerriglia, in effetti, descrive un caos che appare sempre meno fantapolitico e sempre più plausibile. Nel romanzo, assistiamo a una rivolta delle periferie nata dalla reazione di un poliziotto che, accerchiato, ha fatto fuoco uccidendo dei giovani di origine immigrata. La banlieue s’incendia e tutto il Paese si ritrova improvvisamente catapultato in una situazione di equilibri precari. Le fiamme appiccate dagli immigrati si propagano di città in città e la Repubblica, alla fine, esplode. Forze dell’ordine, autorità, giornalisti, cittadini, tutti vengono travolti dalla mareggiata del caos degli immigrati e dei terroristi. Le reti dell’energia elettrica e idrica vengono interrotte quasi immediatamente. In mancanza di approvvigionamenti, di ordine pubblico, di mezzi di comunicazione, di trasporti e di soccorsi, l’ondata si allarga anche alla campagna. La società va in frantumi e le città sono preda di atti di violenza cieca, saccheggi e incendi inarrestabili. I terroristi innescano azioni ad ampio raggio via terra, mare e cielo.

Scenari ipotetici, ma verosimili, già prefigurati dalle forze di sicurezza francesi con le quali Obertone è stato in stretto contatto per due anni. Grazie all’esperienza passata al fianco di massimi esperti di terrorismo, Obertone ha creato questo lucido ritratto del nostro futuro prossimo venturo. Laurent Obertone è uno pseudonimo. “Serve per tutelare la tranquillità della mia famiglia”, ha affermato. Una dichiarazione che lascia capire quanto siano esacerbati gli animi, in Francia, su questi argomenti. Già il suo principale successo prima di Guerriglia, del resto, aveva fatto molto discutere, in patria: si tratta di La France Orange mécanique, saggio impietoso sulla deriva violenta della Francia in cui, secondo Obertone, due terzi dei reati sono commessi da individui di origine immigrata. Insomma, l’autore non ha paura dei soggetti tabù. E racconta un incendio che sta per lambire anche le nostre terre.

Adriano Scianca



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