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Londra, 2 ott – Da un giorno all’altro, come già in passato era successo a Swissair. 35 aeromobili bloccati a terra, 110mila passeggeri lasciati in balìa di loro stessi fra Spagna, Italia, Turchia e decine di altri Paesi, 300mila prenotazione diventate carta straccia in poche ore: sono questi i numeri della bancarotta di Monarch Airlines, compagnia low cost inglese che celebra nel peggiore dei modi i suoi 50 anni di attività.

Fondata nel 1967 e con base all’aeroporto londinese di Luton, già da tempo Monarch non navigava in buone acque nonostante il modello low cost che ha fatto la fortuna di compagnie come EasyJet e Ryanair, anch’essa alle prese con i ben noti problemi operativi. I piani di ristrutturazione varati negli ultimi tempi hanno portato solo ad un bilancio in attivo, quello del 2015, per il resto anni di profondo rosso con il fallimento sfiorato anche l’anno scorso. Oggi la decisione, presa nella notte, di cessare tutte le operazioni: in gergo aeronautico prende il nome di “grounding” ed è la peggiore eventualità che possa capitare ad un vettore.

“Tutti i voli e i soggiorni proposti dalle compagnie sono stati cancellati e non sono più operativi”, si legge in uno scarno annuncio pubblicato nella pagina facebook di Monarch, che oltre ai voli organizzava anche pacchetti di viaggio.

La Civil Aviation Authority, l’Enac britannica, parla di “una situazione senza precedenti e, dal momento che ci sono fino a 110 mila passeggeri all’estero”, mentre il governo sta coordinando i voli di rientro per i viaggiatori bloccati negli aeroporti all’estero in quella che il ministro dei Trasporti Chris Grayling ha definito “la maggiore operazione di rimpatrio in tempo di pace“.

Filippo Burla

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