Roma, 16 set – La violenza va condannata «sempre, senza distinguo e senza calcoli politici». Parola di Fratelli d’Italia. Sarebbe persino difficile non essere d’accordo, se appena qualche ora prima il Consiglio comunale della Spezia non avesse offerto una dimostrazione piuttosto singolare di cosa significhi quel «sempre». Nella notte tra venerdì e sabato un incendio ha devastato l’Olandese Volante, locale che da sei anni rappresenta un punto di riferimento di CasaPound in città. L’origine dolosa è la pista maggiormente battuta dalla Questura, mentre CasaPound ha denunciato apertamente un «attentato terroristico». Due giorni dopo il consigliere Fabio Cenerini porta il caso in Consiglio comunale e chiede che venga discusso con urgenza. Ventotto voti contrari, due favorevoli. Dell’incendio si potrà parlare, evidentemente, ma senza tutta questa fretta.
Ed è qui che la vicenda smette di essere una piccola polemica da consiglio comunale e diventa qualcosa di più interessante. Perché nella medesima seduta Palazzo Civico affronta la mozione 167/2026: «Solidarietà alle Forze dell’Ordine ed alle istituzioni democratiche, condanna degli atti di violenza», dedicata ai fatti di Bologna e della Val di Susa. Il giorno seguente Matteo Basso, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, attacca duramente le minoranze che non l’hanno sostenuta: chi non condanna le violenze, sostiene, si assume «una precisa responsabilità politica». Nessuna ambiguità sarebbe ammissibile quando qualcuno «mette a ferro e fuoco le nostre città» e aggredisce gli agenti.
La violenza è sempre violenza. Tranne quando non conviene
Il principio è impeccabile. È la sua applicazione a diventare curiosamente intermittente. Perché se non prendere posizione contro una violenza significa assumersi una responsabilità politica, è difficile capire per quale ragione un incendio appiccato dall’esterno, in piena notte, contro un locale politicamente connotato e situato al piano terra di un edificio residenziale non meritasse neppure una discussione urgente. Le indagini stabiliranno chi abbia appiccato il fuoco e quale fosse il movente: allo stato attuale attribuire l’incendio a una sigla o a un’area politica sarebbe anticipare il lavoro degli investigatori. Che l’ipotesi dolosa sia concretamente sul tavolo, invece, non è propaganda di CasaPound: fonti di polizia l’hanno indicata fin dalle prime ore e la stampa locale riferisce che è diventata la pista maggiormente battuta.
Eppure davanti all’Olandese Volante sembra comparire improvvisamente una montagna di cautele che altrove scompare. La consigliera del Pd Martina Giannetti, nel commentare la vicenda, ricorda correttamente che le indagini sono ancora in corso, ma trova subito il modo di spostare il discorso su CasaPound: Luca Marsella, una precedente aggressione, le «connivenze» denunciate dal movimento, la presenza degli esponenti di CPI in aula, fino alla «gara a chi è più di estrema destra» che a suo giudizio coinvolgerebbe partiti di governo e Futuro Nazionale. Infine la preoccupazione per «il clima che si sta creando». Il meccanismo retorico è interessante proprio perché la vittima dell’incendio finisce rapidamente sul banco degli imputati del dibattito politico. Non sappiamo ancora chi abbia dato fuoco all’Olandese Volante, dunque prudenza sugli autori. Ma per spiegare perché non sia urgente discuterne diventano improvvisamente rilevanti episodi precedenti riguardanti CasaPound, il comportamento di suoi esponenti e persino la competizione elettorale della destra. Il fuoco è ancora oggetto d’indagine; il contesto politico della vittima, invece, può essere processato immediatamente.
Cenerini e i due voti su trenta
Cenerini ha provato a rovesciare proprio questa impostazione. Nella sua mozione chiedeva una condanna dell’accaduto e ha ricordato le tensioni che avevano accompagnato la manifestazione sulla remigrazione organizzata da CasaPound lo scorso anno. Ma il dato politico più eloquente rimane quello che non richiede interpretazioni: due consiglieri hanno votato per riconoscere l’urgenza, ventotto contro. La cronaca della seduta conferma inoltre che, dopo la bocciatura, dall’area del pubblico sono partite accuse contro i consiglieri, facendo ulteriormente salire la tensione in aula.
Ovviamente vano evitate semplificazioni: il Consiglio non ha votato contro la condanna dell’incendio, ha votato contro l’urgenza della sua discussione. Formalmente è diverso, e raccontarlo altrimenti offrirebbe soltanto un facile appiglio per contestare la ricostruzione. Politicamente, però, è proprio quella distinzione a rendere interessante il caso. Nessuno chiedeva ai consiglieri di stabilire chi avesse incendiato il locale né di sottoscrivere la definizione di «attentato terroristico» utilizzata da CasaPound. Si chiedeva di considerare urgente discutere di un incendio sospettato di essere doloso contro un luogo politicamente identificato. Ventotto consiglieri hanno ritenuto che non lo fosse.
Il paradosso della destra istituzionale
E qui arriva anche la parte meno comoda per il centrodestra. Perché sarebbe troppo facile ridurre tutto all’ennesimo caso di doppio standard della sinistra. Basso chiede agli avversari di assumersi la responsabilità politica della mancata adesione alla mozione sulle Forze dell’Ordine. Ma il voto sull’urgenza dell’Olandese Volante non è stato una faccenda della sola opposizione: il risultato di 28 a 2 parla da sé.
È questa la fotografia politicamente più significativa della Spezia. Da una parte si proclama che sulla violenza non possono esistere «distinguo»; dall’altra, quando le fiamme colpiscono un luogo associato a CasaPound, il distinguo compare immediatamente. Non necessariamente sotto forma di giustificazione dell’incendio, che nessuno ha bisogno di mettere in bocca a chi non l’ha pronunciata, ma nella gerarchia delle urgenze, nella scelta di ciò che merita una presa di posizione immediata e di ciò che invece può attendere. Nel frattempo le indagini continuano. Non risultano rivendicazioni pubbliche e non è stata accertata pubblicamente la responsabilità di alcun gruppo. L’incendio, però, è reale: ha devastato un locale al piano terra di un edificio abitato, mentre la Questura continua a lavorare sull’ipotesi dolosa. Il resto lo ha fatto la politica. E almeno su questo il voto è già definitivo: quando a bruciare è l’Olandese Volante, per ventotto consiglieri su trenta l’urgenza può aspettare.
Vincenzo Monti