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Roma, 29 gennaio – CasaPound ha depositato in tutti i collegi d’Italia le firme necessarie alla presentazione della lista elettorale. Depositate anche la modulistica con i candidati e il resto della documentazione necessaria alla partecipazione del movimento alle elezioni del 4 marzo. Il segretario nazionale e candidato premier di Cpi Simone Di Stefano si presenta in Emilia Romagna, Lazio e Puglia: per lui la sfida all’uninominale sarà a Roma Centro “Trionfale”, nello stesso collegio del premier Paolo Gentiloni. Non mancano poi, da nord a sud, i candidati di spessore che hanno deciso di abbracciare la sfida lanciata da CasaPound, oltre alle candidature ‘interne’ al movimento, che punta a superare la soglia del 3% nazionale per entrare in Parlamento con un buon numero di deputati agguerriti.
Al contrario degli altri partiti non ci sono trombati, paracadutati e personaggi da avanspettacolo. La selezione attuata dal movimento della tartaruga frecciata è decisamente accurata e degna di attenzione. Il vicepresidente di Cpi Marco Clemente si presenta in Lombardia, il responsabile romano Davide Di Stefano in Umbria e Lazio, la campionessa di preferenze di Ostia Carlotta Chiaraluce nel Lazio, Emmanuela Florino nella ‘sua’ Campania. Tra gli esterni e i nuovi arrivati, sono sicuramente da menzionare l’ex sottosegretario e volto storico dell’Msi Filippo Berselli (Emilia Romagna), l’avvocato Gabriele Leccisi, figlio del parlamentare dell’Msi Domenico (Lombardia), l’avvocato Augusto Sinagra, professore di Diritto dell’Unione Europea presso La Sapienza di Roma (Lazio), il poliziotto che ha svelato il business dell’immigrazione Daniele Contucci (Lombardia), l’ex sindaco leghista di Cividate al Piano Luciano Vescovi (Lombardia), il recordman delle lauree Luciano Baietti (Lazio), l’editore Enzo Cipriano (Campania), l’economista Marco Mori (Liguria), il professore di Economia dell’Ambiente e del Territorio Gian Piero Joime (Toscana), il sindaco di Trenzano Andrea Bianchi (Lombardia), la storica esponente dell’Msi e consigliere provinciale a Milano, Roberta Capotosti (Lombardia), l’imprenditore Maurizio Russo, per 13 anni consigliere comunale a Cassino ed ex consigliere provinciale di Frosinone (Lazio), il consigliere comunale di Mantova Luca De Marchi (Lombardia), il consigliere comunale di San Bonifacio (Vr) Alessandro Signorato (Veneto), il consigliere comunale di Cologno Monzese Lorenzo Corradini (Lombardia) e l’ex assessore e consigliere comunale di Bitetto Domenico Gargano (Puglia).
“L’entusiasmo che vediamo attorno alla nostra candidatura, i tantissimi italiani che hanno firmato le nostre liste e si sono impegnati in prima persona anche in questa complessa fase organizzativa ci dà la certezza che la vittoria è a un passo – ha dichiarato Simone Di Stefano, candidato premier e segretario nazionale di Cpi – A marzo, ne siamo certi, per la prima volta una squadra di combattenti di CasaPound entrerà in parlamento e, come già si è visto nei Comuni dove siamo rappresentati, farà la differenza. Vogliamo un paese a immigrati zero, dove le ragioni degli italiani siano sempre prevalenti. Un paese che premi la natalità e dove casa e lavoro non siano un privilegio ma un diritto. Per fare questo bastano poche, chiare mosse: uscire dall’euro, abolire la Fornero, introdurre misure come il reddito nazionale di natalità o il mutuo sociale 2.0, far sì che lo Stato riprenda le redini dell’economia. In Parlamento ci batteremo per questo, senza esitazioni e timori reverenziali. CasaPound non ha padrini né padroni ma un solo obiettivo, la difesa degli italiani. Per questo darà la scossa alla politica, alla faccia di tanti ex rivoluzionari in doppiopetto”.
Alessandro Della Guglia

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7 Commenti

  1. Tanti auguri a CP, si è guadagnata sul campo la presenza elettorale. Tuttavia non mi piacciono affatto queste pluricandidature in regioni diverse da quelle di residenza o lavoro. E’ un’abitudine italiota che un movimento di rottura non dovrebbe praticare.

  2. Capisco la difficoltà, ma alcune candidature “retrò” vecchio stile, o figli di … , onestamente non mi piacciono.

  3. Attenzione ai brogli,a come i professionisti piddini sanno gestire gli scrutini delle schede…….ripeto, attenzione allo scrutinio e al lavoro di certi burocrati e funzionari che ,da buoni sinistri, sanno come gestire questo presunto voto democratico, che ricordo avviene sotto una feroce dittatura comunista, che in cinque anni ha ridotto il paese una fogna. Occhio.

  4. Io tra gli obiettivi e nel programma metterei la costituzione una Task Force di Professori, Medici e Scienziati per lo studio e quindi la lotta contro i tumori. Sarebbe una splendita scelta, degna di un popolo che, come in passato, ha saputo dare soluzioni a problemi dell’intero continente. Ora si sperpera una infinità di denaro per finanziare un ginepraio di strutture che non hanno una linea comune di ricerca. Con una nuova e seria organizzazione centralizzata, sono certo che le nostre menti riusciranno a dare un solido contributo alla ricerca fino a sconfiggere il cancro. Spero che Di Stefano sposi questa idea che tutti i partiti hanno sottovalutato e con la presenza massiccia in parlamento si possa anche realizzare. Se volete altri dettagli del mio pensiero, scrivetemi.

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