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Copione emergenziale e arsenali atomici non dichiarati: l’Aiea smentisce (ancora) Tel Aviv

by Enrico Colonna
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Roma, 14 mar – “La bomba atomica di Khomeini entra nelle sue fasi finali di produzione”. Può sembrare un titolo di giornale di gennaio-febbraio 2026 o di giugno 2025 a proposito delle “motivazioni” di USA e Israele per muovere guerra all’Iran. E invece è il titolo, a caratteri cubitali, di un’edizione del 1984 del quotidiano israeliano Maariv.

Usa e Israele: il copione “armi di distruzione di massa”

Quarant’anni dopo, il copione si ripete. E in mezzo, tra quel titolo di giornale e i titoli di oggi, ne abbiamo viste di tutti i colori. Sempre su questo tono: da Colin Powell con la falsa provetta in mano alle Nazioni Unite fino a Benjamin Netanyahu che, con cartelli alla mano che manco Salvini, illustrava i presunti progressi di Teheran nello sviluppo dell’arma atomica.

Il punto è sempre lo stesso. Il nemico di turno di Israele e degli Usa ha realizzato, o è sul punto di realizzare, armi di distruzione di massa. Quindi avanti con le bombe. Agli inizi di questo millennio erano le armi chimiche di Saddam Hussein, ora (anzi, da quarant’anni) è l’Iran che è sempre “a un passo dal produrre l’arma atomica”.

Il punto però non è tanto la dimensione propagandistica: che delle potenze in guerra facciano propaganda è un fatto noto e anche nell’ordine delle cose. Quel che è interessante è quando la propaganda si scontra con i fatti.

Gli accertamenti dell’Aiea

Esattamente come a giugno dello scorso anno, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) – attraverso il proprio capo Rafael Grossi – ha specificato di “non aver riscontrato elementi di un sistematico e strutturato programma di produzione di armi nucleari”, ribadendo che “non vi sono prove che l’Iran stia costruendo una bomba nucleare”. Eventualmente, sempre secondo l’Aiea, quello che potrebbe preoccupare sono le grandi scorte di uranio arricchito di Teheran, che tuttavia non costituiscono egualmente una prova della costruzione di armi atomiche.

E queste rilevazioni dell’Agenzia sono state possibili perché l’Iran fino al 2025 si è regolarmente sottoposto ai controlli internazionali sul proprio programma nucleare (nei limiti ovviamente del segreto di Stato). Cosa che invece Israele non ha mai fatto. Sempre a questo proposito, non è banale ricordare che Teheran ha sottoscritto il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), al contrario di Tel Aviv.

Israele è l’unica potenza nucleare non dichiarata

Proprio in virtù del suo costante rifiuto di sottoporsi ai controlli dell’Aiea e della sua non sottoscrizione del Tnp, Israele è ad oggi l’unica potenza nucleare “non dichiarata” al mondo. Mentre di tutte le altre potenze nucleari è noto il numero di testate di cui dispongono, non si può dire lo stesso per Tel Aviv: si possono soltanto fare delle stime (che si aggirano attorno alle 90 testate nucleari).

Ci sono altri stati (come il Pakistan o l’India) che non hanno aderito al Tnp, ma hanno comunque sempre acconsentito all’accesso di ispettori dell’Aiea ai propri reattori e siti nucleari. Fino al 2009 persino la Corea del Nord aveva accettato di sottoporsi ai controlli dell’Agenzia. Insomma, se c’è una minaccia nucleare in Medio Oriente, quella al momento non è l’Iran.

La “profezia autoavverante” di Trump e Netanyahu

Quindi è da escludere in toto la possibilità di una dotazione in futuro, da parte di Teheran, di armi atomiche? La risposta è no. E se ciò dovesse effettivamente avvenire, le responsabilità delle azioni di Trump e Netanyahu sarebbero enormi. In sociologia si parla di “profezia autoavverante” o “profezia che si autoadempie” per descrivere questo tipo di fenomeno: in sostanza è la situazione in cui una falsa convinzione iniziale porta a comportamenti che la rendono vera.

In questo caso, Usa e Israele muovono guerra all’Iran – ufficialmente – perché Teheran “sta realizzando la bomba atomica” (falsa convinzione iniziale), ma così facendo potrebbero portare l’Iran ad accarezzare l’idea che, visti i precedenti, forse avere un’arma atomica è meglio che non averla (avveramento della falsa convinzione). La profezia autoavverante è servita.

Enrico Colonna

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