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Roma, 25 feb – Se c’è un nome che la dice lunga sulla natura del governo Draghi è quello di Benedetto Della Vedova sottosegretario agli Esteri. Manuale Cencelli alla mano, le nomine di ieri – 39 sottosegretari di cui sei viceministri – assegnano poltrone ai partiti della variopinta maggioranza in base al loro peso. Ma più che la quantità – la ratio è stata rispettata esattamente – conta la qualità. Ecco perché vogliamo parlarvi del neosottosegretario alla Farnesina, segretario di +Europa.



Il peso specifico della nomina di Della Vedova agli Esteri

Nella partita delle nomine c’è chi vince e chi perde. Possiamo dire che Lega e Forza Italia sono andate molto meglio, in proporzione, del Pd. Possiamo dire che Renzi ha piazzato nuovamente i due ex componenti del Conte bis e che in proporzione anche la sua è una vittoria (anche perché Draghi è premier pure un po’ per merito del leader di Italia Viva). Ma è la nomina di Della Vedova a spiccare per due ragioni. La prima è che alla Farnesina è stato confermato il grillino Di Maio, che non è esattamente un fulmine di guerra. La seconda è che +Europa non è semplicemente un partitino accontentato con una poltrona. Per questo, lo ripetiamo, è il peso della poltrona rispetto al peso (numerico) del partito che fa la differenza.

Così il governo ribadisce l’orientamento filo-Ue ed atlantista

Con la conferma di Di Maio, tutti hanno pensato che Draghi avrebbe gestito personalmente la politica estera, forte del suo peso a livello internazionale. Ora con le nomine dei sottosegretari troviamo viceministro la Sereni del Pd, e come altro sottosegretario il grillino Di Stefano (Conte I, II e ora con Draghi). In questo quadro la nomina di Della Vedova significa una cosa soltanto: ribadire l’orientamento filo-Ue e atlantista dell’esecutivo. Ma con una marcia in più, in negativo però. Il partito di Della Vedova è quello di Emma Bonino, l’amica di George Soros, finanziatore di +Europa.

Un campione di cambio di casacca

Ciò detto, vediamo chi è questo campione di cambio di casacca. Della Vedova si forma nei Radicali a partire dal 1994, nel 1999 viene eletto eurodeputato nella lista Emma Bonino. Lascerà l’area radicale prima della nascita della Rosa nel Pugno. Poi il suo percorso prosegue nell’altra sponda. Con i Riformatori Liberali infatti entra nel centrodestra: alle politiche del 2006 è eletto come indipendente nella lista di Forza Italia. Nel 2008 è rieletto, stavolta nel Popolo della Libertà. Poi però tradisce Silvio Berlusconi. E in combutta con Gianfranco Fini prende parte alla pessima parentesi di Futuro e Libertà.

La parentesi montiana in Scelta Civica

Ma non finisce qui. Da sempre liberista, liberal e libertario, a favore delle droghe leggere e strenuo difensore dei diritti Lgbt, Della Vedova compie un ulteriore passo in un’ulteriore direzione politica. Infatti si candida nella lista Con Monti per l’Italia. Eletto senatore nel 2013, aderisce a Scelta Civica, il partito di Mario “lacrime e sangue” Monti. Della Vedova, più volte parlamentare ed eurodeputato, inoltre ha continuamente ricoperto incarichi di governo. A prescindere dalla composizione del governo in carica e della maggioranza. Ricordiamo a tal proposito che dal 2014 al 2018 è stato sottosegretario proprio agli Esteri durante i governi Renzi e Gentiloni.

+Europa: immigrati, diritti Lgbt, droghe leggere, parità di genere

La sua ultima fatica, con la Bonino e Tabacci, neosottosegretario alla presidenza del Consiglio, è +Europa: un nome, un programma. Si candida alle politiche di marzo 2018 ma stavolta non viene eletto. Si candida pure alle ultime europee, ma niente. Ciò non gli impedisce di tornare ancora una volta alla Farnesina. Immigrati, diritti Lgbt, droghe leggere, parità di genere: Della Vedova è l’immagine perfetta dell’Italia politicamente corretta che tanto piace all’estero.

Adolfo Spezzaferro



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