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Emergenza criminalità minorile straniera in Italia: i dati Eurispes 2026 non lasciano alibi

by Francesca Totolo
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Criminalità

Roma, 19 giu – L’ultimo rapporto dell’Eurispes “La criminalità giovanile fra rappresentazione e realtà” fornisce un quadro statistico chiaro sulla devianza giovanile in Italia. Basato sui dati della Direzione centrale della polizia criminale e del ministero dell’Interno, analizza le segnalazioni dei minori (14-17 anni) e dei giovani adulti (18-24 anni) denunciati o arrestati. Tale rapporto descrive perfettamente il futuro prossimo dell’Italia, quando la stragrande maggioranza dei reati saranno perpetrati da stranieri.

Mentre la sinistra continua a minimizzare e a giustificare tali statistiche parlando di “disagio sociale”, i numeri raccontano un’altra storia: i minori stranieri sono diventati i protagonisti assoluti della criminalità giovanile. Per la fascia 14-17 anni, dal 2022 al 2025, le segnalazioni di arresto e denuncia a carico di stranieri sono state più di 71mila, ben il 52 per cento, nonostante gli stranieri minori rappresentino il 10 per cento del totale di quella popolazione anagrafica. Ovviamente, coloro che hanno già acquisito la cittadinanza rientrano nella categoria italiani.

La sovrarappresentazione dei giovani stranieri nei reati contro la persona e il patrimonio

Non stiamo parlando solo di ragazzate, come la sinistra vorrebbe far credere. Per la fascia 14-24 anni, dal 2022 al 2025, la maggioranza degli arresti e denunce per violenza sessuale ha riguardato stranieri, ben il 55 per cento. È ampiamente prevedibile che, quando la popolazione straniera aumenterà ulteriormente, anche gi stupri cresceranno.

Per quanto riguarda il reato di omicidio, dal 2022 al 2025, i minori stranieri arrestati o denunciati sono stati 42 contro i 69 italiani, il 38 per cento. Ciò significa che i minori stranieri hanno una propensione al reato di omicidio quasi 6 volte superiore rispetto a quella dei coetanei italiani. I dati sono drammatici anche per quanto riguarda il tentato omicidio. Nel 2025, oltre il 43 per cento degli arresti e delle denunce di giovani tra i 14 e i 24 anni ha riguardato stranieri.

Per la fascia 14-24 anni, dal 2022 al 2025, il 46 per cento degli arresti e delle denunce per sequestro di persona ha visto come protagonisti stranieri. Nel 2025, quasi un fermo su due per deformazione dell’aspetto mediante lesioni permanenti al viso è stato effettuato nei confronti di uno straniero.

Questo dato è simile anche per gli arresti e le denunce per lesioni dolose del 2025: 6.516 su 13.845 hanno riguardato giovani stranieri. Addirittura, il 56 per cento degli autori di rissa tra i 14 e i 17 anni era straniero. Il 47 per cento delle segnalazioni di minori per detenzione di armi ha riguardato stranieri.

Per la fascia 14-17 anni, dal 2022 al 2025, la maggioranza degli arresti e denunce per rapina e per furto ha riguardato stranieri, rispettivamente il 57 per cento e il 58 per cento.

I numeri confermano l’emergenza criminalità straniera

I minori e giovani adulti stranieri rappresentano una minoranza netta della popolazione giovanile ma superano gli italiani nelle denunce e negli arresti, sempre in proporzione e spesso pure in termini assoluti. Non è una percezione ciò che si avverte ormai in tutte le città, ma una realtà statistica che non può essere giustificata e risolta parlando di disagio socioeconomico e di difficoltà di integrazione. È la stessa realtà già esplosa da anni in Francia, nel Regno Unito e in altri Paesi europei dove però si stanno attuando modifiche legislative per correre ai ripari.

Queste statistiche sono la conseguenza diretta di politiche migratorie dissennate degli ultimi due decenni. Migliaia di minori non accompagnati, soprattutto provenienti dal Nordafrica, sono stati accolti in Italia senza un controllo reale, finendo per alimentare la criminalità, spesso consorziandosi in gang. Per quanto riguarda le seconde generazioni, è ormai assodato che culture non assimilabili non si integreranno mai. L’Italia ha importato modelli delinquenziali da società con alti tassi di criminalità. Negarlo è mera ideologia suicida. Affrontarlo è un prioritario dovere di uno Stato che vuole sopravvivere.

Francesca Totolo

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