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najaRoma, 29 lug – Pare proprio che Matteo Salvini abbia fatto ancora una volta centro. La sua proposta di reintrodurre il servizio di leva obbligatorio, pur scatenando reazioni diversissime tra loro, va esattamente nella direzione del riscatto spirituale di un intero Popolo. Ma andiamo per ordine, spiegando anzitutto cos’è successo negli ultimi anni alle forze militari italiane e verso dove le vorrebbero portare gli attuali governanti.
Tanto per cominciare bisogna ricordarsi che la leva militare obbligatoria, introdotta nello stesso istante in cui venne completato il processo di unificazione del nostro paese, trovò sin dall’inizio suoi grandi estimatori ed altrettanti detrattori. Qualcuno nel sud pensò persino di utilizzare la scusa dell’arruolamento ingiusto per diventare ‘brigante’ e condurre la propria guerra personale contro i ‘Piemontesi’. Nessuno però all’inizio riuscì a vedere ciò che la leva stava lentamente compiendo: infatti l’arruolamento obbligatorio costringeva tutti gli italiani, da nord a sud, a fraternizzare tra loro, ad imparare i rudimenti dell’Italiano (e già, perché nell’800 la nostra lingua pareva parlarla solo Manzoni) e a conoscere altri luoghi della loro patria (i viaggi di piacere, figurarsi, erano solo roba per ricchi). Nel corso dei decenni, dunque, il servizio militare funse da vero e proprio collante per un Popolo in formazione. Fu durante la Grande Guerra che però si completò definitivamente quel processo di unificazione nazionale, quando gli Italiani conobbero tutti insieme le sofferenze patite nelle trincee, comprendendo solo allora che lì, in mezzo al fango, non si trovavano con dei perfetti estranei, ma con dei veri e propri fratelli.
Il fascismo ovviamente spinse parecchio sul valore della leva, dando una base ideologica forte al concetto di cameratismo, un legame speciale che nasce solo quando degli Uomini si ritrovano insieme a rischiare la propria vita per un qualcosa di più importante (‘il bene supremo’, qualcuno lo chiama così).
Dopo la seconda guerra mondiale le cose però cambiarono: la guerra diventò un vero e proprio tabù, ciò di cui non si doveva parlare, e dunque il mondo militare iniziò sempre più ad essere trascurato ed abbandonato al suo destino. La leva, nonostante tutto, resse, ma solo perché il Pci aveva paura di un esercito di soli professionisti, capaci magari di fare un colpo di stato alla Pinochet. Così il servizio militare iniziò ad essere inviso ai più, odiato a sinistra, al centro e persino a destra (anche il Msi ad un certo punto diventò favorevole ad un esercito professionale). Il più ovvio epilogo di questa parabola discendente fu l’abolizione della leva sotto l’attuale Presidente della Repubblica, l’allora ministero di Mattarella. Eppure nel momento stesso in cui la tanto detestata ‘Naja’ abbandonava per sempre il Popolo italiano, già in tanti raccontavano con orgoglio le storie vissute in caserma, a contatto con tanti ragazzi che poi diventarono amici di tutta una vita. E non tardò ad arrivare nemmeno la reazione dei più giovani che scelsero di arruolarsi in massa come soldati semplici per un anno. La leva insomma è una grande esperienza di crescita personale, è una sfida per un Popolo che ha bisogno di riscoprirsi guerriero ed è una possibilità di mettere alla prova se stessi per vedere sin dove si può arrivare. Oggi però i governi dei tecnocrati e della sinistra puntano invece ad una direzione opposta: limitare al massimo l’aspetto ‘umano’ del mondo militare, impiegando sempre meno uomini ed incentivando invece l’acquisto di strumenti di alquanto dubbia utilità: i famosi droni ad esempio, costati milioni di euro, non possono nemmeno essere utilizzati per bombardare il nemico, perché in quel caso dovremmo chiedere l’autorizzazione al Congresso degli Stati Uniti (il paese dal quale li abbiamo acquistati).
Qualche esperto ci dice oggi che la guerra non si fa più con i soldati, ma con le bombe. Sarà, eppure le bombe americane non hanno concluso alcunché contro l’Isis, le cui milizie continuano ad avanzare indisturbate.
Insomma, il servizio militare contribuirebbe forse a risvegliarci dal nostro torpore interiore, un torpore sempre più agevolato da una vita diventata davvero comoda. Dunque evviva la Naja, con buona pace dei suoi detrattori.
Francesco Vozza

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5 Commenti

  1. Grande articolo! Sono perfettamente d’accordo! Al quale aggiungerei l’insegnamento al rispetto, al senso del dovere, allo spirito di sacrificio, aspetti che latitano decisamente nelle nuove generazioni. Il concedere un periodo della propria vita alla patria, secondo me non e’ una perdita di tempo e occasioni professionali, a patto che venga organizzato in modo da essere un momento veramente formativo.

  2. sono d’accordo sul ripristino del servizio di leva a patto che venga scongiurato il fenomeno odioso del nonnismo

  3. Sono d’accordo con la proposta di Salvini e con la reintroduzione della leva. Una sola precisazione doverosa: al sud non si è mai usata la scusa dell’arruolamento per arruolarsi nei briganti. è una menzogna non degna di questo giornale che seguo quotidianamente. Al sud, semmai, si rifiutava la leva per ragioni molto più profonde. I briganti erano tutt’altro che codardi o renitenti; non si trattò di “una guerra personale” ma di una guerra civile a tutti gli effetti. I briganti semplicemente erano fedeli ad un’altra patria e ad un’altra bandiera. Ciò detto, ottimo articolo.

  4. Ritenere che la gente possa essere d’accordo con l’ennesimo provvedimento (per quanto condivisibile) che “prende”, in un contesto in cui non si fa altro che dragare risorse, soldi, tempo, tasse ai cittadini, è semplicemente demenziale.
    Si ottiene come risultato soltanto quello di far odiare sempre più agli italiani tutto ciò che ha a che fare con lo Stato, invece di creare orgoglio ed unità nazionale.

  5. L’Italia ha bisogno di ritrovare l’orgoglio nazionale, la volontà ferrea di dire essistiamo come popolo e non come membro di una qualunque comunità europea, la leva e la preparazione seria al sacrificio sono cose oramai sconosciute.
    Ben venga allora qualunque cosa possa farci raddrizzare la schiena…….

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